Deepfake di Schlein e Vannacci: il content creator spiega la sua intenzione
Content creator spiega il deepfake di Schlein e Vannacci: l’obiettivo era dimostrare i rischi della tecnologia.

Un video che mostra Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, e Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, a ridere insieme durante un ricevimento è emerso come un deepfake generato con l’intelligenza artificiale. L’autore, il content creator Leonardo Pippa, ha rimosso il video e ha spiegato in una serie di storie Instagram che l’ha creato per mettere in luce i rischi del fenomeno. Il video, che circolava sui social, è stato tagliato in modo da rimuovere la parte in cui Pippa spiegava la natura artificiale del contenuto, trasformando un messaggio di allerta in una potenziale disinformazione.
Un deepfake per dimostrare i rischi
Leonardo Pippa ha chiarito che il video era stato realizzato appositamente per mostrare come i deepfake possano essere utilizzati in modo pericoloso, soprattutto in contesti politici. «Ha ragione, quello era un deepfake. Lo so bene: l’ho creato io», ha scritto in una storia Instagram, aggiungendo che non lo ha fatto per ingannare, ma per dimostrare esattamente il pericolo che lui stesso aveva segnalato. Il content creator ha anche espresso la sua solidarietà con Elly Schlein, sottolineando che non è contro di lei, ma a favore di una maggiore attenzione alla diffusione di contenuti falsi.
Un meccanismo noto: la trappola del taglio selettivo
Il video originale, pubblicato su Instagram, aveva una durata di circa due minuti. I primi dieci secondi, che mostravano il deepfake di Schlein e Vannacci, erano stati estratti e condivisi senza la parte successiva, in cui Pippa spiegava la natura artificiale del contenuto. Questo ha reso il video un elemento di disinformazione, pur essendo stato creato per l’opposto. Un caso simile si è verificato a gennaio 2026, quando un video di Claudio Michelizza, fondatore di Bufale net, è stato tagliato in modo da eliminare la smentita di una bufala, trasformando il contenuto in un supporto per la disinformazione.
Il meccanismo è lo stesso: un contenuto dimostrativo, con una spiegazione iniziale, viene tagliato in modo da rimuovere la parte che ne chiarisce la natura. Il risultato è che il messaggio originale, inteso come allerta, diventa un elemento di diffusione di informazioni false. Pippa ha ammesso di non aver previsto che i primi dieci secondi del video potessero circolare da soli, senza la spiegazione che ne accompagnava l’origine.
Un modo per evitare la diffusione incontrollata
Per evitare che un video simile possa essere utilizzato in modo improprio, Pippa ha suggerito l’uso di un timbro visibile, come la scritta “deepfake” o “AI generated”, sovrimpresso fin dal primo fotogramma. Questo avvertimento, incluso fin dall’inizio, potrebbe impedire che una parte del video venga estratta e condivisa senza il contesto completo. L’obiettivo è garantire che anche i frammenti di un video dimostrativo non vengano utilizzati per diffondere informazioni false. Il video che mostra Schlein e Vannacci a ridere insieme è un esempio di come la tecnologia dell’intelligenza artificiale possa essere sfruttata in modo improprio, anche se l’intenzione iniziale era di metterne in luce i rischi. Il caso di Leonardo Pippa rappresenta un’altra occasione per riflettere su come i deepfake possano influenzare la percezione pubblica e la diffusione di informazioni, anche quando l’obiettivo è di contrastarli.
