Crosetto: navi italiane restano nel Mar Rosso, presto armi a Kiev

Ministro Difesa conferma missione italiana nello stretto di Bab el Mandeb. Crosetto a Repubblica: continuiamo per evitare caos iraniano e blocchi economici. Nuovo supporto all’Ucraina in arrivo.

Ministro della Difesa in conferenza stampa, sfondo istituzionale, documento di politica estera visibile
Ministro della Difesa in conferenza stampa, sfondo istituzionale, documento di politica…

Il ministro della Difesa Guido Crosetto confermato il mantenimento della presenza navale italiana nello stretto di Bab el Mandeb, nonostante i rischi derivanti dagli attacchi degli Houthi. In un’intervista rilasciata a Repubblica, Crosetto ha spiegato le ragioni strategiche che mantengono le navi italiane impegnate in quella zona critica del Medio Oriente, collegando direttamente questa scelta alle esigenze di supporto militare verso l’Ucraina.

La missione Aspides e il controllo dello stretto

La permanenza italiana nel Mar Rosso risponde alla necessità di impedire l’iraniano controllo su un secondo stretto cruciale per il commercio mondiale. Secondo quanto riferisce italpress.com, il ministro ha sottolineato come “Aspides non è nata come una gita sociale”: la missione rappresenta un impegno concreto che l’Italia ha assunto in seno alle alleanze internazionali e non può essere abbandonata al primo momento di difficoltà. Crosetto ha evidenziato il quadro geopolitico in cui opera questa decisione, spiegando che Teheran sta perseguendo una “tattica del caos” mediante il controllo degli stretti strategici.

L’Iran, come spiega il ministro, ha già provocato tensioni nello stretto di Hormuz e ora tenta di estendere il suo controllo anche su Bab el Mandeb, il passaggio marittimo tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden. Consentire il blocco di questo secondo stretto comporterebbe aumenti esponenziali dei problemi economici per l’Italia e per l’occidente in generale, rendendo imperativo il mantenimento della vigilanza navale in quelle acque.

Il collegamento tra Mar Rosso e aiuti all’Ucraina

Nel medesimo colloquio con Repubblica, Crosetto ha affrontato il dossier ucraino, annunciando che nuove forniture di armi sono in corso di preparazione. Il ministro ha correlato direttamente gli impegni militari in Medio Oriente con la capacità di incrementare il supporto a Kiev. La logica sottesa è quella della continuità: mantenendo la stabilità nelle rotte commerciali mondiali e impedendo il caos iraniano, l’Italia preserva le proprie capacità di intervento e di supporto agli alleati.

Crosetto ha sostenuto che “per fare nuovi pacchetti bisogna avere nuove armi ed equipaggiamenti da mandare”, una frase che rivela il vincolo materiale tra la disponibilità di sistemi d’arma e la possibilità di assistere l’Ucraina. Questo collegamento sottolinea come la politica di sicurezza europea non possa essere compartimentalizzata in settori isolati, ma richieda una visione integrata che consideri sia gli equilibri mediorientali che il conflitto in Europa orientale.

Ministro della Difesa in conferenza stampa, sfondo istituzionale, documento di politica estera visibile, immagine di approfondimento
Ministro della Difesa in conferenza stampa, sfondo istituzionale, documento di politica…

Secondo italpress.com, il ministro ha concluso affermando che “E questo ci obbliga ad aiutare ancora di più l’Ucraina”, confermando thus l’impegno italiano verso Kiev come conseguenza diretta delle scelte di posizionamento geopolitico nel resto del mondo.

La strategia del dialogo e della continuità

Crosetto ha indicato nel mantenimento della presenza militare italiana e nel proseguimento del dialogo con i paesi del Golfo il “miglior modo” per affrontare la situazione. La sottolineatura del colloquio come elemento cruciale accanto alla deterrenza navale suggerisce un approccio non esclusivamente militare, pur riconoscendo che la forza è parte necessaria della diplomazia in questa fase.

La missione Aspides rappresenta dunque, secondo il ministro, un investimento nella stabilità globale che consente all’Italia di mantenere la propria credibilità internazionale e di continuare a offrire supporto concreto agli alleati in difficoltà, dall’Ucraina ai partner regionali del Golfo.