Una consulenza psicologica illegittima su Stasi emerge dal fascicolo del Ris

Una consulenza psicologica su Andrea Stasi, mai autorizzata, emerge dal fascicolo del Ris. Documento di 13 pagine redatto da una criminologa senza firma.

Emerge dal fascicolo del Ris un documento di 13 pagine che descrive Andrea Stasi come un “manipolatore”, “freddo” e “a tendenza narcisistica”. La consulenza psicologica, mai autorizzata e non firmata, è stata redatta sulla base di verbali riservati del 2007, che all’epoca erano coperti dal segreto e non potevano essere letti da chi non aveva un regolare conferimento di incarico. Il documento, che non ha data, è stato trovato di recente nel fascicolo acquisito in originale al Ris di Parma dalla procura di Pavia, diciannove anni dopo il delitto di Garlasco.

Un’analisi senza autorizzazione

La consulenza, redatta da una criminologa senza firma, si basa su tre verbali del 13, 17 e 22 agosto 2007, nonché su una telefonata al 118 del giorno del massacro di Chiara Poggi. Il documento, che non è mai stato messo a conoscenza delle parti né incluso nel fascicolo del pm, descrive Stasi come un individuo “calcolatore”, “freddo” e “con tendenza al controllo”. La psicologa che l’ha redatta, Alessandra Bramante, è la stessa che ha recentemente seguito il caso di Alessia Pifferi, condannata per aver lasciato morire di stenti la figlioletta di 18 mesi.

La consulenza non ha mai avuto un colloquio con Stasi né un’analisi approfondita.

Nel documento emergono frasi che sembrano quasi premonitrici rispetto alle indagini successive. Ad esempio, si legge: “E se non lo ha visto, come ha fatto a non sporcare le scarpe?” o “Impossibile non pestare tutte quelle macchie”. Altre righe commentano le frasi tratte dai verbali di Stasi, come “Risulta che abbia aperto documenti a quest’ora?” o “Non sono pochi per vedere il corpo in fondo alla scala?”. La consulenza, che non ha mai avuto un’autorizzazione formale, potrebbe rappresentare un elemento nuovo per l’inchiesta su Garlasco.

Un’inchiesta in movimento

La consulenza, che non ha mai avuto un’autorizzazione formale, potrebbe influenzare le nuove indagini della procura di Pavia, che ha già iniziato a esaminare l’impronta 33, attribuita a Andrea Sempio, ma che era stata accantonata nel 2007. Il pm Rosa Muscio, che coordinava le indagini sull’omicidio, non ha mai autorizzato il documento né lo ha incluso nel fascicolo. La sua legittimità e l’uso che ne è stato fatto rimangono ancora da chiarire.

Il documento potrebbe influenzare le nuove indagini su Garlasco.

La criminologa Bramante, ospite in una trasmissione televisiva, ha negato di aver redatto il documento: “Non ho mai fatto nessun profilo. Se faccio relazioni metto data e firma”, ha dichiarato. Tuttavia, il documento è stato trovato nel fascicolo del Ris e potrebbe rappresentare un elemento nuovo per l’inchiesta su Garlasco. La consulenza, redatta senza autorizzazione e senza colloquio con Stasi, potrebbe aprire nuove prospettive sull’omicidio di Chiara Poggi.