Cina spara cannoni ad acqua contro navi filippine nelle acque contese
La Guardia Costiera cinese utilizza cannoni ad acqua per respingere imbarcazioni filippine. Pechino accusa le Filippine di aver violato le acque di Huangyan Dao con sette navi governative.
La Guardia Costiera cinese ha diffuso un video documentando l’uso di cannoni ad acqua per allontanare imbarcazioni filippine nelle acque territoriali di Huangyan Dao, una zona di sovranità contesa tra i due paesi. Secondo la CCG, l’operazione è avvenuta venerdì quando le Filippine avrebbero inviato sette navi governative in quella che Pechino definisce una violazione dello spazio marittimo nazionale. Lo scontro rappresenta l’ennesimo capitolo di una disputa che caratterizza da anni le relazioni tra i due stati nel sudest asiatico.
Versione cinese dell’accaduto
La Guardia Costiera cinese sostiene che le Filippine abbiano organizzato un agguato utilizzando sette navi governative e tre della guardia costiera, secondo quanto riferisce italpress.com. Le autorità cinesi inquadrano l’episodio come una violazione illegale dello spazio marittimo e la risposta con i cannoni ad acqua come una misura legittima di contrasto agli intrusi. Il video diffuso dalla CCG mostra gli operatori dei cannoni intenti a spruzzare getti d’acqua verso le imbarcazioni filippine.
La posizione di Pechino colloca Huangyan Dao all’interno dei confini marittimi cinesi e rivendica diritti di sovranità piena sull’area. Secondo la narrazione ufficiale della CCG, l’intervento mira a proteggere i confini nazionali da incursioni. Le autorità cinesi hanno scelto di documentare e divulgare il video, amplificando così il messaggio di deterrenza verso future operazioni nel settore.
Il contesto delle dispute marittime nel sudest asiatico
Lo scontro di venerdì si inserisce in una dinamica più ampia che vede le Filippine contestare l’interpretazione cinese della sovranità nelle acque circondariali. Come evidenzia iltempo.it, la questione delle acque territoriali nel sudest asiatico rimane un punto critico nelle relazioni bilaterali. I due paesi hanno una lunga storia di controversie su quale autorità possa legittimamente operare in determinate zone marittime.
Huangyan Dao, conosciuta anche con altri nomi nelle mappe filippine e internazionali, rappresenta un simbolo dei contrasti geopolitici della regione. La Cina ha consolidato la propria presenza attraverso operazioni della guardia costiera che, come in questo caso, utilizzano tecniche di scoraggiamento per impedire alle altre nazioni di accedere alle aree rivendicate. Le Filippine, dal canto loro, non riconoscono pienamente queste rivendicazioni e continuano a inviare navi governative nella zona.

Le tensioni in queste acque riflettono una competizione più larga per il controllo delle risorse e delle rotte commerciali strategiche. Gli episodi di confronto diretto, pur non degenerando in scontri armati, generano periodicamente tensioni diplomatiche fra i due paesi e attirano l’attenzione della comunità internazionale sugli equilibri di potere nel Pacifico occidentale.
L’uso dei cannoni ad acqua, pur rappresentando un escalation rispetto ad altre forme di contrasto, rimane al di sotto della soglia della violenza fisica diretta. Tuttavia, il messaggio trasmesso è chiaro: la Cina intende mantenere il controllo sulle aree che rivendica attraverso dimostrazione di forza e disponibilità di intervento. La pubblicazione del video amplifica l’intento dissuasivo, non solo verso le Filippine ma anche verso altri attori regionali che potrebbero considerare operazioni simili.
Questo episodio sottolinea come il controllo delle acque nel sudest asiatico rimane uno dei temi più sensibili della geopolitica regionale, con implicazioni che vanno oltre le relazioni bilaterali tra Cina e Filippine e coinvolgono interessi strategici globali.
