Caro carburanti, aiuti mirati in arrivo a fine settembre: il governo attende verifiche con l’UE

Il governo Meloni rimanda gli aiuti mirati per il caro carburanti a fine settembre, attendendo verifiche tecniche con l’Unione Europea.

Prezzi dei carburanti in aumento, governo attende verifiche con l’Ue per aiuti mirati
Prezzi dei carburanti in aumento, governo attende verifiche con l’Ue per aiuti mirati

Il governo Meloni ha deciso di rimandare l’approvazione degli aiuti mirati per il caro carburanti fino a fine settembre, attendendo le verifiche tecniche necessarie con l’Unione Europea. La decisione, annunciata oggi da Gianluca Brambilla, conferma un’attesa che si protrae nonostante i prezzi dei carburanti continuino a salire. Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha spiegato che gli uffici stanno lavorando per trovare una soluzione entro 25 giorni, ma la complessità delle misure richiede un confronto tecnico con Bruxelles. I prezzi della benzina e del diesel raggiungono nuovi picchi, con la benzina che tocca 2,039 euro al litro, il livello più alto dal 2022.

Prezzi in aumento, il governo attende verifiche con l’UE

La benzina, in autostrada, ha raggiunto un prezzo medio di 2,138 euro al litro, mentre il diesel, in modalità self, ha toccato 2,164 euro. Si tratta del secondo livello più alto mai registrato per la benzina in autostrada, superato solo nel marzo 2022. Il Codacons ha confermato che i prezzi continuano a salire, e se questa tendenza proseguirà, il record storico potrebbe essere superato. Il governo, però, non ha ancora trovato una soluzione definitiva, e le misure previste potrebbero passare da un scostamento di bilancio, ma solo dopo aver verificato la compatibilità con l’Unione Europea.

Tagli delle accise e nodi di finanziamento

La prossima settimana, il 10 settembre, scade l’ultima proroga del taglio delle accise sul gasolio. Il governo ha già effettuato sette interventi sulle accise, per un costo complessivo di oltre 2 miliardi di euro. Per finanziare l’ultima proroga, si è ricorso a un anticipo sulle tasse sui dividendi di Eni, per circa 130 milioni di euro. Il prossimo decreto energia, che dovrebbe arrivare a fine settembre, prevederà misure «mirate», rivolte a famiglie con redditi bassi e a categorie professionali colpite, come gli autotrasportatori. Tuttavia, le coperture finanziarie restano un problema, e il governo dovrà trovare una soluzione senza compromettere la compatibilità con l’UE.

Il presidente dell’Unem, Diego Messini, ha sottolineato che la colpa del caro carburanti è legata al numero eccessivo di stazioni di servizio, che aumenta i costi di distribuzione. Il governo, però, non ha ancora dato segnali concreti di intervento, e le misure previste restano in fase di studio. La premier, Giorgia Meloni, ha ribadito la sua determinazione a non mollare, ma il dibattito interno al governo sembra essere in crescita. Alcuni esponenti, come Vannacci, sono stati oggetto di accertamenti da parte della Procura militare, mentre il ministro Crosetto ha chiarito che non si tratta di un’indagine.

Con i prezzi dei carburanti in aumento e le misure non ancora approvate, il governo Meloni si trova in una situazione di tensione. La decisione di attendere le verifiche con l’UE potrebbe ritardare ulteriore l’approvazione degli aiuti mirati, ma è necessario per evitare sanzioni o critiche internazionali. La situazione rimane delicata, e il prossimo mese potrebbe segnare un passo avanti per risolvere il caro carburanti.

Le misure previste potrebbero passare da un scostamento di bilancio, ma solo dopo aver verificato la compatibilità con l’Unione Europea. Il governo, però, non ha ancora trovato una soluzione definitiva, e i prezzi dei carburanti continuano a salire. La decisione di attendere le verifiche tecniche con l’UE potrebbe ritardare ulteriore l’approvazione degli aiuti mirati, ma è necessario per evitare sanzioni o critiche internazionali.