Calciopoli nata dall’invidia, con l’Avvocato in vita non sarebbe successo nulla
Antonio Giraudo, ex AD della Juventus, parla di Calciopoli: un’inchiesta nata dall’invidia, con l’Avvocato in vita non sarebbe successo nulla.

Antonio Giraudo, ex amministratore delegato della Juventus, ha rivelato in un’intervista che Calciopoli è nata dall’invidia e che, con l’Avvocato in vita, non sarebbe successo nulla. L’ex dirigente, classe 1946, ha sottolineato che il processo è andato in prescrizione e che non è mai stato condannato. Giraudo, che ha guidato la società per dodici anni, ha parlato di un errore di valutazione enorme da parte del club e di una radiazione sportiva che lo ha colpito. L’esperienza con la Juventus, però, è rimasta un periodo di successi sportivi e economici, con la società che ha legato vincite e crescita. Giraudo ha anche espresso il desiderio di tornare a vincere e ha sottolineato l’importanza di un giudice che riscriva la storia sul piano sportivo.
Calciopoli: una gogna mediatica senza precedenti
Antonio Giraudo ha definito Calciopoli come una gogna mediatica senza precedenti, figlia dell’invidia di chi non ha vinto sul campo. Secondo l’ex AD, la vera conseguenza è stata l’affossamento del calcio italiano. Giraudo ha sottolineato che la situazione è stata distorta e che la verità è emersa solo dopo anni di processi. L’errore di valutazione da parte del club è stato enorme, e la società ha accettato la Serie B senza neanche leggere le intercettazioni.
Con l’Avvocato in vita non sarebbe successo nulla
L’ex AD ha sottolineato che senza l’Avvocato e il Dottore, Calciopoli non sarebbe mai esplosa. Giraudo ha espresso la sua convinzione che un giudice potrebbe riscrivere la storia. L’ex AD ha anche parlato del ruolo della Corte di Giustizia europea e del principio fondamentale che chi si vede inflitta una sanzione sportiva deve avere diritto a rivolgersi a un giudice in grado di valutarne la legittimità.
Il calcio italiano e il futuro
Giraudo ha anche espresso il suo parere sul calcio italiano attuale, sottolineando che il sovranismo non è una buona ricetta neanche per il calcio. L’ex AD ha parlato del Piano Mattei e della necessità di sviluppare Academy sportive e calcistiche in Africa, come esempio di integrazione. Giraudo ha anche sottolineato l’importanza di guardare al business e al futuro del calcio, citando il Manchester United e il Real Madrid come modelli da seguire.
Il calcio italiano ha bisogno di un reset
Antonio Giraudo ha concluso l’intervista sottolineando l’importanza di un giudice che riscriva la storia sul piano sportivo e di un calcio italiano che possa tornare a vincere. L’ex AD ha espresso il suo desiderio di tornare a vincere e ha sottolineato l’importanza di un calcio che possa tornare a essere un simbolo di successo e di integrazione. La sua esperienza con la Juventus è rimasta un periodo di successi, ma anche di errori che hanno portato a conseguenze gravi.
