Calabria, bruciati ulivi secolari in terreno confiscato alle mafie
Incendio distrugge gli uliveti in un bene confiscato alla ‘ndrangheta in provincia di Reggio Calabria, assegnato a cooperativa sociale. Appello al sostegno politico
Un incendio ha devastato gli uliveti di un bene confiscato alla ‘ndrangheta a Oppido Mamertina, in provincia di Reggio Calabria. Gli ulivi coinvolti, di età secolare, erano coltivati su un terreno assegnato per riutilizzo sociale alla cooperativa Valle del Marro. Come riferisce ilfattoquotidiano.it, l’accaduto rappresenta un colpo contro le iniziative di recupero dei beni mafiosi.
Il riutilizzo sociale come risposta ai clan
La Valle del Marro, responsabile della gestione agricola del terreno, ha chiesto un intervento della politica. L’organizzazione sostiene che il riutilizzo sociale dei beni confiscati toglie consenso ai clan criminali, rendendoli uno strumento essenziale nella lotta alla criminalità organizzata in Calabria.
La distruzione degli uliveti rappresenta un attacco diretto a questo modello di riscatto territoriale. Secondo il messaggio lanciato dalla cooperativa, i progetti di valorizzazione dei beni sequestrati alla mafia non costituiscono semplici iniziative agricole, ma assumono rilevanza politica nella sfida contro l’infiltrazione mafiosa nei contesti locali.
L’appello alle istituzioni
La cooperativa ha rivolto un appello esplicito affinché la politica fornisca il proprio supporto a queste esperienze di recupéro territoriale. Senza un sostegno istituzionale adeguato, il rischio è che iniziative come quella della Valle del Marro restino esposte a minacce e ritorsioni, compromettendo la continuità dei progetti di contrasto al fenomeno mafioso attraverso la rinascita economica e sociale dei beni confiscati.
