I bot di Elon Musk mettono in discussione il modello di licenze software

I bot di Elon Musk stanno trasformando il modo in cui le aziende contano i posti di lavoro.

Assistenti digitali di xAI in azienda, condividono un computer e modificano il modello di pagamento
Assistenti digitali di xAI in azienda, condividono un computer e modificano il modello di pagamento

Il settore del software si trova a fronteggiare una svolta epocale, con i bot di Elon Musk che mettono in discussione il modello di licenze tradizionale. L’11 agosto, xAI, la società di intelligenza artificiale di Musk, ha messo in prova i suoi Grok Bot, dimostrando come un posto di lavoro possa essere occupato da una macchina, non da una persona. La domanda che le aziende si porteranno dietro nei prossimi mesi riguarda poco la potenza dei sistemi, che crescerà comunque, e molto il conteggio: se un posto di lavoro non è più una persona, cosa stiamo comprando davvero, e chi firma quando quel posto sbaglia.

Un modello di lavoro digitale in evoluzione

Il Grok Bot è un programma che permette di creare assistenti digitali, ognuno con un computer dedicato. Questi computer non si trovano su una scrivania, ma nei server dell’azienda, sempre accesi, con uno schermo, un mouse e una connessione a internet. L’assistente lavora come farebbe un impiegato: apre il gestionale, compila la fattura, la salva, passa alla successiva. Gli si mostra una procedura una volta sola, lui guarda e impara, e da quel momento la ripete da solo. Per ora ogni compito può durare al massimo dieci minuti.

Il punto che cambia il mercato è proprio lo schermo. Finora, per far parlare tra loro due programmi aziendali, serviva il permesso di chi li vendeva: una porta di servizio che il fornitore apriva a pagamento, o teneva chiusa se non gli conveniva. Attorno a quelle porte è cresciuta un’industria di intermediari che campa costruendo collegamenti tra un software e l’altro. Un assistente che usa il mouse quella porta non la cerca nemmeno, entra dall’ingresso principale come farebbe una persona.

La trasformazione del modello di pagamento sta ridisegnando le regole del settore.

Un’acquisizione record per SpaceX

Il 16 giugno, SpaceX ha comprato per 60 miliardi di dollari Anysphere, che produce Cursor, uno degli strumenti più usati al mondo da chi scrive programmi. È la più grande acquisizione di una startup mai registrata. In dote sono arrivati 50mila clienti. Grok Bot, quindi, non deve conquistare nessun mercato. Che il motore giri lo dicono anche le classifiche indipendenti, quelle che mettono a confronto i vari sistemi di intelligenza artificiale: in poco più di un mese Grok è passato dall’ottavo al quarto posto, raggiungendo il prodotto di punta di OpenAI e costando meno della metà.

Il secondo colpo riguarda il prezzo. Grok Bot non si compra da solo: è incluso negli abbonamenti di fascia alta che molte aziende già pagano, dove un posto di lavoro costa tra i 120 e i 200 dollari al mese. Un posto che adesso può essere occupato da un bot invece che da una persona. È una scelta commerciale prima che tecnologica, e taglia le gambe alle decine di società nate per vendere assistenti artificiali su abbonamento: si trovano a competere con qualcosa che il cliente ha già in fattura senza saperlo.

Le aziende devono rivedere il modo in cui contano i posti di lavoro.

Restano i nodi aperti, e sono grossi. Tutti gli assistenti di una stessa azienda in realtà condividono un unico computer, e il manuale avverte per iscritto di non fidarsi della separazione tra l’uno e l’altro. Le password lasciate da un bot mandato in pensione restano lì, a disposizione di quelli rimasti. Ad aprile un assistente costruito con la stessa tecnologia ha cancellato l’archivio di una startup, copie di sicurezza comprese, con un comando solo. Secondo Gartner, entro il 2030 almeno il 40 per cento della spesa in software passerà a un’altra formula: si paga in base al lavoro che l’assistente digitale svolge davvero. Gli stessi analisti però invitano alla calma sui tempi: perché i programmi aziendali vengano sostituiti sul serio serviranno cinque anni, se non di più.