AliExpress multata 550 milioni: Ue contro i prodotti illegali sulla piattaforma
AliExpress sanzionata dalla Commissione europea con 550 milioni di euro per non aver fermato la vendita di prodotti illegali. La multa arriva dopo la riforma sui mini-pacchi.

La Commissione europea infligge una multa da 550 milioni di euro ad AliExpress, la piattaforma cinese di e-commerce, per non avere adottato misure sufficienti a contrastare la vendita di prodotti illegali. La decisione arriva in un contesto di crescente tensione tra l’Unione europea e i giganti del commercio elettronico cinese, in un momento dove le politiche europee di controllo si stanno irrigidendo su più fronti simultaneamente.
La sanzione rappresenta un nuovo capitolo della strategia dell’Ue verso i colossi asiatici dello shopping online. Secondo la Commissione europea, AliExpress non ha valutato né attenuato i rischi associati alla diffusione di merci non autorizzate sulla propria piattaforma, violando così gli obblighi di diligenza previsti dalla normativa europea. La multinazionale cinese non ha implementato controlli adeguati per identificare e rimuovere annunci che promuovevano articoli contraffatti, pericolosi o comunque vietati nei mercati dell’Unione.
La riforma sui mini-pacchi e il contesto più ampio
Questo intervento sanzionatorio della Commissione non è isolato. Dal primo luglio è entrata in vigore una riforma europea pensata proprio per arginare il dilagare dei mini-pacchi acquistati online, articoli importati in piccole quantità che storicamente hanno evitato controlli doganali stringenti. La nuova normativa modifica radicalmente il meccanismo di tassazione e monitoraggio per le spedizioni di valore contenuto provenienti da paesi terzi, cercando di livellare il campo di gioco tra il commercio tradizionale e quello elettronico.
L’introduzione di questa riforma ha coinciso con un momento particolarmente delicato nei rapporti commerciali tra Bruxelles e Pechino. Le autorità europee hanno più volte sottolineato gli squilibri negli scambi commerciali e la necessità di proteggere i consumatori e i produttori europei. La combinazione di dazi commerciali e misure normative riflette quindi una strategia complessiva per regolamentare più strettamente il flusso di beni provenienti dalla Cina.
Dal primo luglio ai controlli su AliExpress
La sequenza degli interventi è significativa: prima la riforma sui mini-pacchi, che complica la logistica dell’import da fornitori cinesi, poi la multa ad AliExpress. I due provvedimenti operano su livelli diversi ma convergono verso il medesimo obiettivo: creare un ecosistema di e-commerce dove le responsabilità delle piattaforme siano chiare e le violazioni sanzionate in modo consistente.

AliExpress, quale operatore di una grande piattaforma di marketplace, ha l’obbligo di vigilanza sui venditori che operano tramite i suoi canali. La Commissione ha ritenuto che il colosso cinese non abbia assolto a questa responsabilità in modo adeguato, lasciando proliferare offerte di articoli illegali. La multa di 550 milioni rappresenta quindi un messaggio chiaro sulle aspettative normative dell’Ue nei confronti degli attori globali del commercio digitale.
Il consolidamento della posizione europea trova ulteriore conferma nella direzione degli interventi: dopo i dazi commerciali, arrivano le sanzzioni amministrative. Questo approccio a tenaglia mira a rendere meno convenienti e più complicate le operazioni delle piattaforme che non rispettano gli standard di protezione del mercato interno europeo. L’Unione europea segnala così che intende esercitare pieno controllo sulla qualità dei beni circolanti nei propri confini, indipendentemente dal canale attraverso il quale vengono commercializzati.
La vicenda di AliExpress non rappresenta un episodio isolato nel panorama delle sanzioni alle grandi piattaforme digitali, ma si inserisce in una traiettoria di sempre maggiore scrutinio regolatorio sulle responsabilità delle aziende tecnologiche e di e-commerce nel monitoraggio dei contenuti e dei prodotti offerti ai consumatori europei.
