Decima notte di attacchi Usa contro l’Iran, Pasdaran reclamano colpi su Bahrein
Prosegue la campagna aerea americana sul territorio iraniano. Teheran risponde colpendo basi Usa in Bahrein e Kuwait. Due petroliere in fiamme nello Stretto di Hormuz.

Gli Stati Uniti hanno condotto la decima notte consecutiva di bombardamenti contro l’Iran, secondo quanto annunciato dal Centcom, il Comando Centrale americano per il Medio Oriente. Come riferisce askanews, l’operazione aerea ha preso di mira obiettivi situati lungo la costa meridionale e nelle isole dello Stretto di Hormuz, tra cui la città di Shiraz, i porti di Sirik, Bandar Abbas e Chabahar, oltre all’isola di Qeshm. Nel contesto dello stesso ciclo di operazioni, anche l’Iran ha condotto attacchi propri: i Pasdaran, le Guardie rivoluzionarie iraniane, hanno colpito due basi statunitensi, una in Bahrein e un’altra nel Kuwait.
La campagna di bombardamenti americani ha interessato zone nevralgiche per la strategia iraniana nel Golfo Persico. Gli obiettivi dichiarati dal Centcom includono centri di comando militare e posizioni marittime della Repubblica Islamica. Secondo le immagini divulgate dal comando statunitense, le operazioni hanno raggiunto località strategiche che controllano i traffici marittimi internazionali, particolarmente vulnerabili nello Stretto di Hormuz, punto di passaggio cruciale per il commercio petrolifero mondiale.
Lo Stretto di Hormuz e le navi colpite
Nella zona dello Stretto di Hormuz, teatro privilegiato degli scontri, si registra un episodio di particolare gravità: almeno due petroliere sono rimaste colpite dai missili dei Pasdaran e hanno preso fuoco. L’incidente delle navi in fiamme evidenzia il rischio concreto per la navigazione commerciale nella regione. Lo Stretto rappresenta uno dei corridoi marittimi più critici globalmente, e gli scontri tra Stati Uniti e Iran amplificano le preoccupazioni circa la sicurezza dei transiti mercantili e il prezzo del petrolio sui mercati internazionali.
La concentrazione degli attacchi americani su città costiere e isole dello Stretto non è casuale: questi territori fungono da hub logistici e centri di controllo per la capacità militare iraniana nel Golfo. Shiraz, Bandar Abbas e Chabahar sono nodi cruciali della rete difensiva e commerciale della Repubblica Islamica, mentre l’isola di Qeshm rappresenta un avamposto strategico nel controllo dello Stretto di Hormuz.
Il ciclo di attacchi e le rivendicazioni iraniane
La campagna statunitense prosegue ormai da dieci notti successive, segnalando una intensità operativa sostenuta. I Pasdaran hanno rivendicato risultati significativi nei loro contrattacchi, affermando di aver distrutto anche un datacenter di Amazon situato in Bahrein, anche se questa affermazione rimane da verificare in modo indipendente e non risulta confermata da fonti statunitensi.
La successione di attacchi e contrattacchi delinea un’escalation progressiva nel conflitto tra Stati Uniti e Iran. Sebbene il Centcom abbia fornito documentazione fotografica dei propri raid, la natura della contesa rende difficile una valutazione indipendente dei danni effettivi. Entrambi gli schieramenti tendono a enfatizzare i risultati delle proprie operazioni, mentre minimizzano l’entità dei colpi ricevuti.
La continuità dei bombardamenti per dieci notti rivela una volontà americana di mantenere pressione costante sugli obiettivi iraniani, senza ricercare una rapida conclusione dell’operazione. Questo approccio graduato potrebbe rispondere a diversi obiettivi strategici: indebolire le capacità militari di Teheran, dimostrare risolutezza agli alleati regionali, e applicare pressione negoziale su eventuali trattative future.
Il contesto di una simile intensità operativa rimane legato alle tensioni più ampie che caratterizzano il Medio Oriente contemporaneo, dove la competizione tra potenze regionali e il coinvolgimento di attori extraregionali creano un panorama complesso e fragile. La sicurezza dello Stretto di Hormuz, fulcro del trasporto energetico mondiale, rappresenta una posta in gioco non circoscrivibile ai soli protagonisti diretti del conflitto.
