Incendi, l’allarme di Legambiente: in Puglia oltre 8mila ettari bruciati nel 2025
Legambiente pubblica il report “Italia in Fumo 2026”: Puglia terza in Italia per ettari incendiati. Foggia la provincia più colpita. Campania e Basilicata raddoppiano i danni.

La Puglia si conferma una delle regioni italiane piu colpite dagli incendi nel 2025. Secondo il report “Italia in Fumo 2026” di Legambiente, oltre 8mila ettari di territorio pugliese sono andati in fumo dall’inizio dell’anno, una cifra che posiziona la regione al terzo posto in Italia per superficie percorsa dal fuoco. L’associazione ambientalista ha lanciato l’allarme attraverso il suo dossier annuale, fotografando un quadro di crescente emergenza che interessa tutto il Mezzogiorno.
Nel solo avvio dell’anno solare, Legambiente ha registrato oltre 360 ettari incendiati in Puglia dalle origini del 2025, una cifra che preoccupa per la velocita di propagazione e per le aree interessate. La provincia di Foggia emerge come la zona piu vulnerabile della regione, patendo la stragrande maggioranza dei roghi che caratterizzano il territorio pugliese. Foggiatoday.it e altre testate locali hanno riportato gli allarmi lanciati dagli esperti, sottolineando come il fenomeno sia in crescente accelerazione rispetto agli anni precedenti.
La situazione nel Mezzogiorno
Il dato pugliese non rappresenta un’eccezione isolata nel Sud Italia. Come riferisce il report di Legambiente, Campania e Basilicata hanno raddoppiato gli ettari di territorio incendiato rispetto ai periodi precedenti, segnalando una tendenza preoccupante che investe l’intera area meridionale. Secondo quotidianodipuglia.it, la progressione dei dati ha spinto gli esperti ambientalisti a una riflessione piu ampia sulle cause e sui fattori che determinano questo fenomeno diffuso.
Il posizionamento della Puglia al terzo posto tra tutte le regioni italiane, secondo il dossier “Italia in Fumo 2026”, conferma come l’emergenza incendi nel 2025 rappresenti un problema nazionale, ma con epicentri particolarmente acuti nel Mezzogiorno. Le province pugliesi, con Foggia in primo luogo, si trovano dunque al centro di una dinamica che travalica i confini amministrativi regionali e assume proporzioni che richiedono una risposta coordinata su scala piu ampia.
Le implicazioni ambientali e territoriali
La perdita di oltre 8mila ettari di territorio nel corso di un anno rappresenta una ferita profonda per l’ecosistema pugliese, con conseguenze che vanno oltre il danno immediato al paesaggio. Gli incendi distruggono non solo la vegetazione, ma compromettono anche i suoli, la biodiversita e le risorse idriche delle aree colpite, con ricadute che si estendono nel tempo.
Legambiente, attraverso il suo rapporto, ha scelto di evidenziare il carattere strutturale del problema piuttosto che limitarsi a un bilancio numerico. Le cause che determinano questa proliferazione di roghi nel 2025 rimangono complesse e multisfaccettate, coinvolgendo fattori legati alle condizioni climatiche, alla gestione del territorio, alla prevenzione e alla capacita di intervento dei servizi antincendio.
La provincia di Foggia, in particolare, rappresenta un caso di studio critico all’interno dello scenario pugliese. La sua posizione geografica, le caratteristiche del territorio e i fattori climatici locali contribuiscono a renderla particolarmente esposta a questo genere di emergenze. Foggiatoday.it ha ampiamente documentato gli interventi dei vigili del fuoco e le difficolta riscontrate nel contenimento dei roghi.
La progressione osservata nel 2025 non rappresenta un’anomalia, ma un trend che richiede risposte strutturali, non solo emergenziali. Il fatto che Campania e Basilicata abbiano raddoppiato i dati di ettari incendiati evidenzia come la dinamica degli incendi nel Mezzogiorno seguia un andamento ascendente che merita attenzione sia da parte delle amministrazioni locali che nazionali.
Legambiente, continuando con la sua tradizione di monitoraggio e sensibilizzazione, ha scelto di dare visibilita a questi numeri attraverso “Italia in Fumo 2026” proprio per sollecitare una presa di consapevolezza collettiva. Il report non rappresenta meramente una raccolta di dati, ma uno strumento di advocacy volto a spingere decisori politici e amministratori verso politiche di prevenzione e mitigazione piu incisive.
La prospettiva per i prossimi mesi rimane aperta, ma i segnali che giungono dal dossier di Legambiente suggeriscono la necessita di interventi rapidi nel rafforzamento della capacita di prevenzione, nel miglioramento della gestione forestale e nella sensibilizzazione delle comunita locali rispetto ai rischi legati agli incendi. Solo attraverso un approccio integrato e multidimensionale sara possibile contenere i danni nel territorio pugliese e nelle altre regioni meridionali particolarmente colpite.
