Massimo Bossetti e le anomalie del caso Yara Gambirasio
La difesa di Bossetti solleva dubbi su prove che hanno portato alla condanna. Nuove analisi non effettuate.

Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, continua a vedersi contestare la validità delle prove che hanno portato alla sua condanna. La difesa, guidata dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, ha presentato un ricorso di circa settanta pagine alla Corte di Cassazione, chiedendo un nuovo intervento sulla documentazione e sui campioni biologici ancora esistenti. I giudici della Corte d’Assise di Bergamo hanno respinto la richiesta, considerando le argomentazioni già affrontate nei precedenti processi e non sufficientemente nuove o specifiche.
Le incongruenze nel caso Yara Gambirasio
La difesa ha evidenziato diverse anomalie che, secondo i legali, non sono state mai chiarite. Al centro della contestazione c’è la traccia 31G20, il sangue trovato sugli slip della ragazza dal quale è stato ricavato il profilo genetico di Ignoto 1, successivamente identificato con Bossetti. I difensori sostengono che gli accertamenti effettuati non dimostrerebbero la provenienza di quel profilo dalla traccia in questione. Inoltre, segnalano una presunta incongruenza cronologica: un frammento degli indumenti sarebbe stato consumato durante l’esame, rendendo impossibile fotografarlo successivamente, come invece sarebbe accaduto.
Le analisi non effettuate e le richieste di chiarimento
La richiesta alla Cassazione è di annullare l’ordinanza e rinviare gli atti affinché venga svolta una nuova valutazione, verificando la documentazione cartacea, l’eventuale disponibilità del file digitale e l’utilità investigativa degli accertamenti. La difesa ha anche sollevato dubbi su alcune delle prove che hanno portato alla condanna, tra cui la presunta presenza di liquido seminale umano sul giubbino e sulla felpa di Yara, e le 54 provette contenenti materiale biologico attribuito a Ignoto 1. Un reperto pilifero non descritto nella documentazione medico-legale è stato anche segnalato come ulteriore incongruenza.
La trasmissione Le Iene, a cura di Luigi Pelazza, ha approfondito le mosse degli avvocati di Bossetti, che hanno ricevuto risposta negativa anche per quanto concerne eventuali nuove analisi sugli indumenti di Yara Gambirasio. Nonostante la difesa dubiti della provenienza del DNA che lo ha incastrato, i giudici hanno detto “no”. Nella clip mostrata da Le Iene, sono state raccolte le dichiarazioni dell’avvocato Claudio Salvagni, che ha ripercorso una serie di incongruenze che, secondo la difesa, hanno portato alla condanna del suo assistito.
Dai dettagli emersi, infatti, l’impianto accusatorio ai danni di Bossetti, ad “oggi sembra scricchiolare”. La difesa continua a sollevare dubbi su alcune delle prove che hanno portato alla sua condanna, cercando di chiarire eventuali lacune o errori nella ricostruzione degli eventi. La richiesta di nuove analisi rimane un tema dibattuto, con la difesa che spera in un ulteriore esame dei reperti per poter rispondere a eventuali dubbi e chiarire le situazioni non risolte.
