Delitto di Garlasco, le tesi opposte di accusa e difesa su telefonate, scarpe e tracce genetiche
L’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco vede le tesi di accusa e difesa in contrasto su telefonate, scarpe e tracce genetiche.

Il processo per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco si complica ulteriormente con le tesi opposte tra accusa e difesa, che si concentrano su elementi chiave come le telefonate, le scarpe e le tracce genetiche. L’indagato Andrea Sempio, 38 anni, è al centro di un dibattito che coinvolge la Procura di Pavia e i suoi legali, che hanno depositato controdeduzioni per contestare le accuse. La difesa non ha formalmente replicato ai 21 punti presentati dai pm nell’interrogatorio del 6 maggio, quando Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Le prove e le contestazioni
La Procura ha sottolineato che Sempio ha mentito sul contenuto delle tre telefonate fatte a casa Poggi, rendendo una versione confutata dalle risultanze investigative. Lo scontrino del parcheggio, considerato un alibi, è stato liquidato come “inattendibile”. Inoltre, il pm ha evidenziato un “particolare interesse e preoccupazione” nel 2014 durante il processo di Appello-bis nei confronti di Alberto Stasi, condannato in via definitiva, per la questione relativa al Dna rinvenuto sulle unghie di Chiara Poggi.
La difesa ha spiegato che il foglietto gettato nella spazzatura, contenente degli appunti che si ricollegano all’omicidio, era in realtà per un contributo audio a uno spettacolo teatrale. Due punti cardine riguardano il profilo genetico estratto dalle unghie della vittima, compatibile con il suo Dna, e messo in relazione all’azione di “difesa” della vittima. I legali di Sempio contestano la relazione tra l’impronta palmare 33, bagnata non semplicemente di acqua, e la suola insanguinata di scarpa sul gradino zero, ritenendo la traccia incompatibile con il piede di Sempio, che porta un 44.
Le contestazioni legali e le perizie
La difesa ha depositato cinque consulenze per contestare le perizie e le conclusioni dell’accusa. I legali di Sempio hanno sottolineato le “criticità” sollevate dalla perizia in incidente probatorio e contestato le lesioni da difesa. Inoltre, hanno messo in discussione la relazione tra l’impronta 33 e la scarpa del killer, che sarebbe un 40, mentre Sempio porta un 44.
La Procura ha già svelato un castello accusatorio lo scorso 7 maggio, confermato con la notifica della medesima incolpazione nel secondo ‘415bis’ del 28 settembre. La difesa ha ulteriormente controreplicato, ma le consulenze rappresentano diverse conclusioni dei consulenti di parte, che cercano di sfilare tasselli dal puzzle completato dall’accusa.
La Procura di Pavia intende richiedere al Gip il rinvio a giudizio, considerando Sempio l’unico colpevole dell’omicidio di Chiara Poggi il 13 agosto 2007. La difesa ha anche sottolineato che Sempio non ha un alibi, essendo tornato sulla scena del crimine per ben due volte. Tuttavia, la valutazione psichiatrica è rimasta sospesa a causa della non acquisizione della visita.
