Setaccio di 155 computer in tre scuole per ricostruire tracce di ricerche sulla ricina
Indagini in tre scuole per trovare tracce di ricerche sulla ricina che ha ucciso Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.
La Procura di Larino ha disposto un’indagine che coinvolge 155 computer in tre scuole per ricostruire eventuali ricerche sulla ricina, il veleno che ha ucciso Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. L’obiettivo è verificare quando e da chi sono state effettuate le ricerche su piattaforme web e dark web, con particolare attenzione a termini come “ricina”, “veleno”, “solfato di ammonio” e “deep web”. L’attività si svolgerà nei prossimi giorni presso l’Istituto Agrario di Riccia, il liceo Scientifico e il liceo Classico di Campobasso, istituti legati a persone vicine alla famiglia delle vittime.
Indagini su computer per ricostruire tracce di ricerche
L’indagine, che potrebbe includere il sequestro dei dispositivi, è stata disposta dopo le perquisizioni effettuate a Pietracatella e Campobasso, dove risiedevano le vittime e dove è stato sentito e perquisito Gianni Di Vita, padre e marito delle vittime. L’uomo non è indagato. Gli investigatori della Squadra Mobile e dello Sco dovranno esaminare non solo le ricerche visibili, ma anche gli artefatti digitali per ricostruire l’attività di navigazione e utilizzo dei dispositivi. L’analisi dovrà verificare l’eventuale uso di strumenti per navigare in forma anonima e collocare temporalmente le ricerche.
La Squadra Mobile aveva già acquisito i dati identificativi delle apparecchiature presenti negli istituti, riportati negli elenchi allegati ai decreti. Al centro degli accertamenti ci sono alcune navigazioni e interrogazioni su piattaforme web di interesse investigativo, già emerse nel corso delle indagini e attribuite, al momento, a persone non identificate. Le ricerche riguarderebbero parole come “ricina” e “veleno”, ma anche termini quali “solfato di ammonio”, “solfato di sodio”, “esano”, “ricino”, “semi di ricino”, “olio di ricino”, “deep web” e “dark web”. L’obiettivo è verificare eventuali ricerche sulla provenienza del veleno, sul suo possibile acquisto online e sulle modalità di preparazione e somministrazione.
Le scuole coinvolte e i loro legami con le vittime
Nel dettaglio, saranno ispezionati 71 computer all’Agrario, dove lavora come tecnico di laboratorio il marito della professoressa amica di Gianni Di Vita, padre e marito delle vittime. Al Scientifico, dove la docente ha insegnato matematica, saranno controllati 21 dispositivi, mentre al Classico, frequentato fino allo scorso anno scolastico da Sara e dalla sorella Alice, saranno ispezionati 63 computer. L’attività arriva dopo gli accertamenti effettuati a Pietracatella e Campobasso negli studi di lavoro e nella nuova abitazione di Gianni Di Vita.
La procuratrice Elvira Antonelli ha definito l’intervento un’“ispezione informatica”, che potrebbe comprendere anche il sequestro dei dispositivi. Gli accertamenti saranno effettuati in modo trasparente, con la partecipazione di avvocati, parti offese e consulenti. L’obiettivo è verificare eventuali ricerche sulla provenienza del veleno, sul suo possibile acquisto online e sulle modalità di preparazione e somministrazione. La Procura ha precisato che non si esclude l’uso di strumenti per navigare in forma anonima. L’inchiesta sul duplice omicidio premeditato resta al momento contro ignoti. Cinque medici sono invece indagati per omicidio colposo in relazione ai soccorsi prestati alle due vittime dopo i malori. L’autopsia ha stabilito che madre e figlia non avevano avuto scampo a causa della letalità e concentrazione del veleno.
