Due anni dopo l’omicidio di Giulia Cecchettin, il padre Gino: onorarla è costruire qualcosa di buono
Due anni dopo l’omicidio di Giulia Cecchettin, il padre Gino: onorarla è costruire qualcosa di buono

Due anni dopo l’omicidio di Giulia Cecchettin, il padre Gino ha espresso il suo dolore e la sua determinazione a onorare la figlia. La giovane studentessa, uccisa il 11 novembre 2023 da Filippo Turetta, è ricordata oggi con un anniversario che ha visto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e la comunità intera impegnata a non dimenticare la tragedia. La scomparsa di Giulia, avvenuta mentre tornava a casa con l’ex fidanzato, ha scatenato una ricerca intensa e un dibattito nazionale sul tema della violenza contro le donne.
La scomparsa e le ricerche
Dopo che Giulia e Filippo Turetta non si sono più fatti vedere, il padre Gino ha denunciato la scomparsa della figlia il giorno successivo, verso le 13:30. Gli appelli per ritrovare i due ragazzi sono stati diffusi su social e canali pubblici. Un testimone ha segnalato un violento litigio tra un uomo e una donna nel parcheggio di via Aldo Moro a Vigonovo, un episodio che ha dato un primo indizio alle indagini.
Nelle ore successive, le ricerche si sono intensificate. L’auto di Turetta, una Fiat Grande Punto nera, è stata seguita attraverso le telecamere di videosorveglianza e di rilevamento del traffico, transitando dal Veneto in Friuli-Venezia Giulia, poi in Alto Adige e infine in Austria. L’arresto di Turetta è avvenuto il 19 novembre 2023 in Germania, mentre era fermo sulla corsia d’emergenza dell’autostrada A9, con l’auto senza benzina.
Le prove e l’ergastolo
Un filmato decisivo, ripreso dalle telecamere di un calzaturificio di Fossò, ha mostrato un uomo colpire violentemente una donna e caricarla esanime nel bagagliaio dell’auto. Sul luogo sono state rinvenute notevoli quantità di sangue e la lama di un coltello lunga 21 cm. Queste prove hanno portato all’arresto di Filippo Turetta con l’accusa di sequestro di persone e omicidio volontario. Per lui si è aperto il carcere e una pena definitiva: l’ergastolo.
La sentenza è stata confermata anche dopo la rinuncia del pubblico ministero all’appello. Turetta ha espresso pentimento e ha accettato l’ergastolo, riconoscendo la gravità dei suoi atti. Il padre di Giulia, Gino Cecchettin, ha espresso la sua consapevolezza che la verità è stata riconosciuta e che le responsabilità sono state pienamente accertate.
Un impegno per il futuro
“Come padre, ho scelto da tempo di guardare avanti, perché l’unico modo per onorare Giulia è costruire, ogni giorno, qualcosa di buono in suo nome”, ha detto Gino Cecchettin. Il padre ha riconosciuto che continuare a combattere quando la guerra è finita è un atto sterile, ma la consapevolezza di fermarsi è un segno di pace interiore e di maturità. La Fondazione Giulia Cecchettin, nata grazie al suo impegno, mira a potenziare il ruolo educativo della scuola e delle famiglie.
Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha espresso il suo sostegno al padre di Giulia, ringraziandolo per l’impegno nella lotta contro la violenza. “La morte di Giulia ha segnato la vita stessa della nostra comunità come pochi altri”, ha detto Zaia, ricordando che la consapevolezza sociale è stata radicalmente modificata da quel tragico evento. L’anniversario è un momento per ricordare, ma anche per costruire un futuro migliore, in nome di chi non è più qui.
- Giulia Cecchettin è stata uccisa il 11 novembre 2023 da Filippo Turetta
- Turetta è stato arrestato in Germania il 19 novembre 2023
- La sentenza di ergastolo è stata confermata
- La Fondazione Giulia Cecchettin mira a potenziare l’educazione
Due anni dopo la tragedia, il ricordo di Giulia Cecchettin vive nel cuore di chi l’ha conosciuta e nel lavoro che si svolge per non permettere che simili eventi si ripetano. Il padre Gino, con la sua scelta di guardare avanti, rappresenta un impegno concreto per un futuro migliore, costruito ogni giorno in nome di chi non è più qui.
