Un nuovo sguardo al resto di supernova nel cuore della Via Lattea
Nuova analisi di dati di Chandra rivela dettagli sull’impatto del resto di supernova nel centro galattico.
Un team di ricerca guidato da Mayura Balakrishnan del Trottier Space Institute della McGill University ha reso più chiara la struttura del resto di supernova Sagittarius A East, situato nel cuore della Via Lattea. Grazie a un’analisi avanzata dei dati del telescopio spaziale Chandra, i ricercatori hanno isolato l’emissione di Sagittarius A East dalle altre sorgenti X del centro galattico, rivelando dettagli sulla sua composizione e interazione con il gas circostante. Questo risultato, pubblicato su The Astrophysical Journal, apre nuove prospettive per comprendere l’evoluzione di questa struttura, che è il prodotto di una supernova esplosa vicino al buco nero supermassiccio Sgr A*.
Un’analisi in grado di distinguere il rumore dal segnale
Il centro della Via Lattea è un ambiente caotico, dove stelle, gas, polveri e sorgenti di raggi X si sovrappongono in una zona estremamente densa. Cercare di isolare il segnale di Sagittarius A East, un resto di supernova, è stato un compito difficile, poiché i dati X si mescolavano con emissioni di plasma caldo e bagliori diffusi di altre sorgenti. Con un’innovativa tecnica chiamata Poissonian Generalized Morphological Component Analysis, i ricercatori hanno riuscito a distinguere tre componenti principali: Sagittarius A East, il plasma legato ai venti stellari e l’emissione X diffusa del centro galattico.
Una configurazione tipica dei resti di supernova
Il profilo di Sagittarius A East si è rivelato molto più chiaro grazie a questa analisi. Al centro del resto di supernova si trova una zona compatta ricca di ferro, mentre elementi come zolfo, argon e calcio si distribuiscono più all’esterno. Questa configurazione è tipica dei cosiddetti resti di supernova a morfologia mista, con un guscio brillante nelle onde radio e un interno che emette soprattutto raggi X. L’osservazione di Sagittarius A East con meno interferenze ha permesso di notare meglio l’interazione con l’ambiente circostante, dove il plasma caldo sembra premere contro materiali compressi e riscaldati dall’onda d’urto della supernova.
Confrontando i dati X con osservazioni a diverse lunghezze d’onda, il gruppo ha individuato zone in cui il plasma caldo sembra premere contro il materiale circostante, suggerendo un’interazione dinamica tra il resto di supernova e l’ambiente. La nuova analisi ha anche restituito valori diversi per alcune proprietà del plasma, che mostra una maggiore concentrazione di elettroni e un’età di ionizzazione più bassa rispetto a molte stime precedenti. Questo parametro indica che il gas è più lontano dall’equilibrio di ionizzazione di quanto si pensasse.
L’età vera e propria di Sagittarius A East rimane difficile da stabilire, poiché le stime variano notevolmente. Tuttavia, il resto viene generalmente considerato dell’ordine di diecimila anni. La nuova analisi ha reso possibile una migliore comprensione di come il plasma si espande e interagisce con l’ambiente circostante, rivelando segni di compressione osservati ai confini del resto. Questi dati suggeriscono che parte del plasma sia stata riscaldata e compressa relativamente di recente dall’interazione con l’ambiente circostante.
Questo lavoro, basato su oltre vent’anni di osservazioni del telescopio Chandra, rappresenta un passo avanti nella comprensione del centro galattico, un’area estremamente complessa e affollata. La capacità di isolare il segnale di Sagittarius A East ha permesso di osservare dettagli che prima erano nascosti nel rumore, aprendo nuove porte per studiare l’evoluzione di questa struttura e il suo impatto sull’ambiente circostante.
