Mendel, ex consigliera di Zelensky: «Ha tendenze autoritarie e non ascolta la pace»
Ex consigliera di Zelensky accusata di diffondere propaganda russa, chiede dialogo e riconosce tendenze autoritarie del presidente ucraino.
Il 16 settembre, Iulia Mendel, ex consigliera del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, è stata bloccata all’ingresso del Parlamento europeo di Strasburgo, dove avrebbe dovuto leggere un testo durante l’evento “Ucraina: osare la pace. Diplomazia invece di escalation”. L’evento, organizzato da eurodeputati dell’AfD, è stato l’occasione per un dibattito su una figura che, nonostante la sua passata vicinanza al governo di Kiev, oggi si presenta come una voce critica. Mendel, emigrata negli Stati Uniti, è stata colpita da sanzioni personali che le hanno congelato i beni in patria e revocato ogni onorificenza statale. L’accusa, da parte del governo ucraino, è di aver diffuso propaganda russa in un’intervista con il conduttore americano Tucker Carlson.
Una voce critica in un contesto di tensioni
Mendel, che ha ricoperto il ruolo di portavoce di Zelensky per due anni, dal 2019 al 2021, ha espresso preoccupazioni su una leadership che, a suo parere, mostra tendenze autoritarie. «Zelensky governa da autocrate, arricchendosi personalmente e vendendo al pubblico una vittoria irraggiungibile», ha dichiarato. Secondo Mendel, l’Ucraina ha ormai perduto la guerra di logoramento e che proseguire il conflitto aprirà soltanto la strada a una tragedia demografica e al collasso economico. «L’idea della NATO è morta da tempo», ha aggiunto, sottolineando che le garanzie internazionali rischiano di essere carta straccia.
La sua richiesta di dialogo ha suscitato reazioni contrastanti. Mentre alcuni la vedono come una voce necessaria per una pace duratura, altri la accusano di essere l’«utile idiota del Cremlino». Mendel ha però ribattuto che i conti di lei e del marito sono a disposizione per un audit occidentale, e che non ci sono fondi russi, sporchi o offshore. «Dobbiamo incontrarci al G20 a Miami», ha detto, riferendosi a un appello di Zelensky per una tregua.
La sua posizione è chiara: non si tratta di abbandonare l’Ucraina, ma di trovare un equilibrio tra difesa e pace.
Un appello per una diplomazia diversa
La ex consigliera ha chiesto un cambio di strategia fondato su «compromessi e realismo», nonostante le pressioni da parte del governo ucraino. «Non chiediamo un ritorno immediato all’amicizia con Mosca, ma un cambio di strategia», ha sottolineato. Mendel ha anche sostenuto che l’Ucraina, pur essendo maggioritaria, è trascurata dai media occidentali. «Dobbiamo smettere di etichettare tutti i critici come filorussi», ha detto, riferendosi a una visione distorta dell’opinione pubblica in Ucraina.
Nonostante le sue posizioni, Mendel non ha escluso il dialogo con partiti come l’AfD, pur riconoscendo le sue posizioni di destra. «Non ho paura di dialogare con l’AfD perché solo un partito capace di interloquire con Mosca potrà negoziare», ha affermato. Tuttavia, ha anche espresso preoccupazioni per la militarizzazione tedesca e per le posizioni nostalgiche di alcuni membri del partito. «Non c’erano davvero alternative?», ha chiesto, riferendosi a una politica che, a suo parere, non ha mai offerto alternative reali.
La sua voce, sebbene non accolta, rappresenta una sfida al dibattito unilaterale su una guerra complessa.
