Saman Abbas, la ragazza pakistana uccisa nel 2021 e il ruolo della famiglia
Saman Abbas, ragazza pakistana uccisa nel 2021, il ruolo della famiglia e il ritrovamento del corpo

Saman Abbas, una giovane pakistana di 18 anni, è stata uccisa nel 2021 da tutta la sua famiglia, un episodio che ha scosso l’Italia e ha portato a un lungo processo giudiziario. La ragazza, nata il 18 dicembre 2002 a Lahore, aveva trasferito la sua vita in Italia con i genitori e il fratello minore, nella piccola cittadina emiliana di Novellara. La famiglia, però, aveva deciso di costringerla a sposarsi con un cugino residente in Pakistan, un atto che Saman aveva rifiutato, scegliendo una vita diversa basata sui valori occidentali. Il 1º maggio 2021, dopo una violenta lite con i genitori e lo zio, Saman è scomparsa nel nulla, senza lasciare traccia. La sua storia è diventata un caso internazionale, con un processo che ha visto coinvolgere genitori, zio e cugini, accusati di omicidio e soppressione di cadavere.
Le pressioni familiari e il tentativo di fuga
Saman aveva imparato l’italiano e aveva ottenuto la licenza media, ma i genitori le avevano impedito di proseguire gli studi, limitandole la libertà e costringendola a vivere in condizioni di isolamento. Il fidanzato Saqib Ayub, conosciuto su TikTok, era diventato la sua unica fonte di speranza. Tuttavia, la famiglia aveva minacciato di morte i familiari del ragazzo in caso di separazione. Il 29 aprile 2021, Saman aveva inviato un ultimo messaggio al fidanzato, rivelando di aver sentito una conversazione tra i genitori e lo zio, in cui si parlava di un piano per uccidere qualcuno. Il giorno successivo, il 1º maggio, Saman è scomparsa dopo una lite violenta con i genitori e lo zio, che avrebbe avuto un ruolo chiave nell’omicidio.
La famiglia aveva deciso di ucciderla per impedirle di vivere una vita diversa. Il 1º maggio, dopo una violenta lite, Saman è scomparsa nel nulla. I Carabinieri hanno rilevato che, durante il periodo in cui la ragazza è scomparsa, è stata consegnata allo zio e ai due cugini, i quali l’hanno uccisa e fatto sparire il cadavere. Il padre Shabbar Abbas è tornato a casa con lo zaino della figlia, ma la ragazza non è mai più stata vista.
Le indagini e il ritrovamento del corpo
Dopo le denunce sporte da Saman, i Carabinieri di Novellara hanno effettuato una perquisizione nella casa della famiglia, trovando solo il fratello minore e lo zio. Il fratello ha rivelato che Saman era stata strangolata dallo zio Danish, insieme ai cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq, che avevano minacciato di non raccontare la verità. Il corpo di Saman è stato ritrovato il 19 novembre 2021 in un vecchio casolare abbandonato, non molto distante dalla casa della famiglia. L’autopsia ha confermato che la ragazza era morta per strangolamento, con una frattura al collo. Il 27 novembre, il corpo è stato recuperato e portato a Milano per un’analisi completa.
Il ritrovamento del corpo ha dato un nuovo svoltura al processo. L’analisi delle arcate dentarie ha confermato, il 4 gennaio 2023, che il cadavere trovato a Novellara apparteneva alla ragazza. L’autopsia ha anche rivelato una frattura al collo, che avvalorerebbe la tesi dello strangolamento. Il processo ha visto la partecipazione del padre Shabbar Abbas e della madre Nazia Shaheen, accusati di omicidio e soppressione di cadavere.
Il 17 maggio 2022, il giudice dell’udienza preliminare ha rinvia a giudizio i genitori, lo zio e i cugini per i reati di concorso in sequestro di persona, omicidio volontario con aggravante della premeditazione e soppressione di cadavere. Dopo le numerose assenze alle udienze programmate, Shabbar Abbas ha presenziato per la prima volta in videocollegamento al processo a suo carico il 19 maggio, dove non ha rilasciato dichiarazioni. Il 19 dicembre 2023 si è concluso il processo di primo grado, con condanne pesanti per i genitori e lo zio, mentre i cugini sono stati assolti.
