I Testimoni di Geova abbandonano il divieto di trasfusioni di sangue dopo anni di pressione

I Testimoni di Geova modificano la posizione sulle trasfusioni di sangue dopo anni di pressione e casi di morte.

I Testimoni di Geova hanno annunciato di aver abbandonato il divieto di ricevere trasfusioni di sangue, un cambiamento che segue anni di pressione e casi di morte attribuibili al rifiuto di tali procedure. L’aggiornamento, reso pubblico il 1° settembre 2026, è stato reso noto attraverso il sesto aggiornamento del corpo direttivo dell’anno, disponibile sul sito ufficiale della confessione religiosa. La decisione permette ai fedeli di ricevere trasfusioni di globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine, ma non di sangue intero che non sia loro.

Un cambiamento dopo migliaia di morti

La decisione segue un lungo periodo di dibattito interno e esterno, alimentato da storie di famiglie che hanno perso figli a causa del rifiuto di trasfusioni. Tra questi, la storia di Laura Bartolini, una ex fedele che ha lasciato il culto dopo la morte di un bambino a causa di una mancata trasfusione. «Volevo fare cose normali, festeggiare il compleanno, il Natale. Magari, anche andare in discoteca, ma tutto questo era proibito», racconta Laura. Il bambino, di 18 mesi, è morto dopo che i genitori avevano rifiutato una trasfusione necessaria per la sua cura.

La morte del bambino ha segnato un punto di non ritorno per Laura, che ha deciso di abbandonare il culto. «Il giorno del funerale c’era questa bara piccolina, tutta bianca e nessuno che piangeva. C’era un’atmosfera di soddisfazione, non di tristezza», racconta. Il padre, che aveva rifiutato le trasfusioni, è morto poco dopo, nonostante le cure disponibili. «Lo trovai incosciente, malato di cancro. Il primario diceva a mia madre e a mia sorella che un intervento non lo avrebbe guarito, ma che forse gli avrebbe dato qualche altro anno di vita. Loro strillavano e mostravano il suo tesserino dei testimoni di Geova in cui rifiutava le trasfusioni», ricorda Laura.

Una famiglia distrutta dal rifiuto

La madre di Laura, invece, ha continuato a rifiutare le trasfusioni anche quando era necessario. «Cinque anni dopo, aveva 68 anni e una malattia del sangue. La trasfusione era l’unica cura, ma lei si è ostinata a rifiutarla», conclude Laura. La stessa fine ha colpito la madre, che è morta a causa del rifiuto di una trasfusione necessaria. La decisione dei Testimoni di Geova di abbandonare il divieto di trasfusioni di sangue rappresenta un passo significativo, ma non risolve completamente le conseguenze di anni di rifiuto di cure salvavita. La questione rimane complessa, con implicazioni sia religiose che mediche, e richiede ulteriori dibattiti e chiarimenti.

La morte del bambino ha segnato un punto di non ritorno per Laura.

La stessa fine ha colpito la madre, che è morta a causa del rifiuto di una trasfusione necessaria.