Rosa e Olindo, processo non si riaprirà: nessun complotto o riscontro su faida di droga
Corte d’appello di Brescia respinge richiesta di revisione per mancanza di novità e legittimazione.

La Corte d’appello di Brescia ha respinto la richiesta di revisione del processo per la strage di Erba, presentata da Olindo Romano e Rosa Bazzi. I giudici hanno evidenziato la mancanza di novità e la non idoneità delle prove presentate, nonché l’assenza di legittimazione del proponente. La sentenza, che condannò la coppia all’ergastolo per l’omicidio di quattro persone, tra cui un bambino di due anni, non sarà rivista. I giudici hanno anche escluso l’esistenza di un complotto che avrebbe portato alla falsificazione delle prove o alla loro formazione. Inoltre, hanno sottolineato che le confessioni di Olindo e Rosa non hanno mostrato alcuna illegittimità nell’operato dei Pubblici Ministeri.
Le prove non sono ammissibili in sede processuale
Secondo i giudici, alcune delle prove presentate nel processo sono costituite da interviste, la cui natura non permette di considerarle documenti ammissibili. Il soggetto intervistato non ha l’obbligo di dire la verità né assume alcun impegno in tal senso. Al contrario, le interviste sono condizionate dalla pubblicità e tendono a compiacere l’intervistatore. La Corte ha anche sottolineato che non esiste alcun presidio, al di fuori della deontologia dell’intervistatore, per tutelare la genuinità delle risposte o la correttezza delle domande, che possono essere suggestive o insidiose.
La richiesta di revisione è inammissibile per mancanza di legittimazione. La richiesta di revisione presentata dal sostituto procuratore di Milano Cuno Tarfusser è stata ritenuta inammissibile per difetto di legittimazione. Il sostituto procuratore generale della Corte d’appello di Milano non aveva delega per la materia delle revisioni, né era assegnatario del fascicolo. La richiesta è stata depositata nella cancelleria del Procuratore Generale di Milano, che l’ha trasmessa alla Corte, evidenziando la mancanza di legittimazione del proponente.
Non ci sono nuovi elementi per modificare il verdetto
La Corte ha inoltre chiarito che l’ipotetico movente legato a un regolamento di conti nell’ambito del traffico di sostanze stupefacenti non ha trovato alcun riscontro durante le indagini iniziali. La Guardia di Finanza non ha approfondito tale ipotesi, e le affermazioni di Abdi Kais e le supposizioni di altri pregiudicati non hanno fornito nuovi elementi. I giudici hanno quindi concluso che la richiesta di revisione non è ammissibile, e il processo non si riaprirà.
La strage di Erba non porterà a una revisione del processo. La strage di Erba, avvenuta il 11 dicembre 2006, ha causato quattro morti e un ferito gravissimo. La sentenza di ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi è rimasta invariata. I giudici hanno ritenuto che non ci siano elementi sufficienti per modificare il verdetto, e che la richiesta di revisione non abbia alcun fondamento. La decisione della Corte d’appello di Brescia chiude quindi un’istanza che, per quanto rituale, non ha portato a nuove prove o a un cambiamento sostanziale del processo.
