Filippo Turetta, l’aggressore che ha picchiato l’assassino di Giulia Cecchettin per averlo «venduto agli agenti»
Filippo Turetta, condannato all’ergastolo per il femminicidio di Giulia Cecchettin, è stato trasferito nel carcere di Treviso dopo aver picchiato l’agente che lo aveva arrestato.

Filippo Turetta, l’uomo accusato di aver ucciso Giulia Cecchettin, è stato trasferito nel carcere di Treviso dopo aver sferrato un pugno all’agente che lo aveva arrestato. L’episodio, avvenuto il 24 settembre 2025, ha suscitato reazioni e dibattiti su come si gestiscono i casi di violenza in carcere. Turetta, che sconta la condanna all’ergastolo per il femminicidio della sua ex fidanzata, è stato spostato in un istituto penale diverso da Verona, dove era detenuto finora.
La relazione e la violenza che ha portato al crimine
Filippo Turetta e Giulia Cecchettin si erano conosciuti durante gli studi all’Università di Padova, dove avevano mantenuto una relazione sentimentale per circa un anno. La storia si era conclusa nell’agosto 2023, ma i due avevano deciso di rimanere in contatto. Tuttavia, nell’autunno dello stesso anno, Turetta aveva iniziato a mostrare un’ossessività morbosa nei confronti della ragazza, confidando di non riuscire a vivere senza di lei e parlando di suicidio. I due avevano ripreso a uscire, ma Giulia aveva temuto che lui potesse fare qualcosa.
Le tensioni si erano accumulate fino al momento in cui Giulia aveva deciso di non più tollerare la situazione. L’11 novembre 2023, Giulia aveva inviato l’ultima versione della sua tesi di laurea alla relatrice e poi era uscita di casa per incontrare Turetta al centro commerciale Nave de Vero, intorno alle 18, per comprare un paio di scarpe per la proclamazione. I due erano stati visti da alcune commesse, avevano cenato al McDonald’s e Giulia aveva pagato per entrambi.
La scomparsa e la ricerca
Dopo, era salita in macchina e aveva ripreso il viaggio a casa con Turetta, ma non era mai arrivata. Il padre di Giulia, Gino Cecchettin, aveva denunciato la scomparsa il 12 novembre, iniziando una ricerca che si sarebbe protratta per mesi. Da lì, ricerche, testimonianze video e di un uomo che li aveva visti litigare, e una vera e propria caccia a Turetta in tutto il Veneto e oltre i confini.
Il corpo di Giulia è stato ritrovato il 18 novembre 2023 in un anfratto roccioso vicino al lago di Barcis, ricoperto da sacchi di plastica neri. La sera dello stesso giorno, la polizia tedesca aveva arrestato Turetta in Germania, mentre era fermo con i fanali spenti sull’autostrada, senza benzina. Era stato portato nel carcere di Halle e, il 25 novembre, estradato in Italia con un volo speciale dell’Aeronautica Militare. Dopo essere stato trasferito a Verona, Turetta è stato condannato all’ergastolo il 3 dicembre 2024.
Il 24 settembre 2025, Turetta è stato spostato nel carcere di Treviso, dove ha sferrato un pugno all’agente che lo aveva arrestato, dicendo: «Lo avevo venduto agli agenti». L’episodio ha suscitato dibattiti su come si gestisce la violenza in carcere e sulle condizioni di detenzione di un uomo condannato per un crimine così grave.
