Salvatore Parolisi, ex militare condannato a 20 anni per omicidio: la figlia Vittoria e la moglie Melania Rea
Salvatore Parolisi, ex militare condannato a 20 anni per omicidio, torna libero dopo 12 anni. La figlia Vittoria e la moglie Melania Rea.

Salvatore Parolisi, ex caporal maggiore dell’esercito italiano condannato a 20 anni per l’omicidio di sua moglie Melania Rea, è tornato in libertà dopo aver scontato 12 anni della pena. L’uomo, che aveva già scontato una condanna iniziale di 30 anni, ha ottenuto un permesso premio per lasciare la struttura carceraria. L’uscita è avvenuta il 5 luglio 2023. «Sarà dura, perché col mio nome è un po’ così, poi ci sono pregiudizi…», ha detto in un’intervista esclusiva a «Chi l’ha visto?», che lo ha intercettato all’uscita dal carcere.
Un delitto che ha distrutto una famiglia
Il 18 aprile 2011, Melania Rea, 29 anni, fu uccisa con 32 coltellate da Salvatore Parolisi, il suo marito. La tragedia si è verificata mentre la donna, insieme alla loro bambina Vittoria, di appena 18 mesi, era in auto. Vittoria, che all’epoca era nel seggiolone, è sopravvissuta al dramma. La donna, però, non è riuscita a sopravvivere al gesto di violenza del marito. La Cassazione ha stabilito che il delitto non era preordinato, ma un atto di impeto, nonostante la relazione extraconiugale con Ludovica, una soldatessa che frequentava il 235esimo Rav Piceno, dove Parolisi era istruttore.
La figlia Vittoria ha cambiato il proprio cognome da Parolisi a Rea. La decisione è stata presa nel 2020, quando ha ottenuto il via libera per diventare Vittoria Rea. «Volevo cancellare quel cognome diventato troppo ingombrante: il cognome di un assassino», ha spiegato la ragazza. La bambina vive con i nonni a Somma Vesuviana, il comune natale di Melania. In casa Rea, ormai quasi due anni fa, è arrivato un altro bimbo: il figlio tanto atteso dello zio Michele.
Un passato che non si cancella
Salvatore Parolisi, che ha sempre sostenuto la sua innocenza, ha parlato di amore per Melania e ha tentato di nascondere la sua seconda vita, di cui la moglie non faceva parte. L’ex militare, radiato dall’esercito, ha scontato la pena in carcere e ha sempre mantenuto un comportamento considerato modello. L’uscita dal carcere, però, lo ha lasciato con un’immagine pesante, segnata da pregiudizi e da un passato che non si può cancellare.
La famiglia di Melania, pur provata, ha trovato un modo per continuare a vivere. Vittoria, con il nuovo cognome, porta con sé un pezzetto di sua madre. La storia di Salvatore Parolisi, però, resta un ricordo doloroso per chi lo ha conosciuto e per chi lo ha visto uscire dal carcere. Il suo ritorno alla libertà è un momento di passaggio, ma non di riconciliazione.
La tragedia del 2011 ha cambiato per sempre la vita di una famiglia. La moglie è morta, la figlia è cresciuta e ha scelto di portare con sé il nome della madre. Salvatore Parolisi, pur condannato, ha scontato la pena e ora è tornato in libertà. La sua storia, però, non è finita. La sua vita, come quella di Vittoria e dei suoi nonni, continua, ma con un passato che non si può dimenticare.
