Agente ICE arrestato per sparatoria a cittadino venezuelano durante operazione anti-immigrazione a Minneapolis
Agente ICE arrestato per sparatoria a venezuelano durante operazione anti-immigrazione a Minneapolis
Un agente dell’ICE, Christian Castro, è stato arrestato a Minneapolis per aver sparato a un cittadino venezuelano durante un’operazione anti-immigrazione. L’episodio, avvenuto il 14 gennaio 2026, ha scatenato proteste e scontri tra agenti e manifestanti, con due morti per mano di agenti federali. Castro, accusato di aver mentito agli investigatori sulle circostanze della sparatoria, è stato arrestato ieri dopo un accordo con le forze dell’ordine del Minnesota, nonostante i tentativi di evitare l’estradizione da parte del governatore repubblicano del Texas, Gregg Abbot.
Operazione anti-immigrazione e contestazioni giudiziarie
La sparatoria a Julio Cesar Sosa-Celis, un cittadino venezuelano, è avvenuta durante l’operazione “Operation Metro Surge”, un’azione di controllo e espulsione di immigrati irregolari. L’episodio ha suscitato reazioni forti, con proteste e scontri in cui sono morti due cittadini statunitensi. Castro, che era già sotto accusa per falsa dichiarazione, ha sostenuto di aver reagito a un attacco con una pala da neve e una scopa, ma la ricostruzione è stata smentita dalle prove video. Le accuse contestate a Castro riguardano sia un reato statale che un reato federale, con il rischio di fuga rifiutato da un legale che ha sostenuto la volontà del cliente di rispondere alle accuse a Minneapolis.
Procedimenti federali e contestazioni legali
A livello federale, Castro è accusato di aver mentito agli investigatori sulle circostanze della sparatoria, un reato che ha segnato il primo procedimento del Dipartimento di Giustizia USA contro un agente delle forze dell’ordine per illeciti nell’ambito dell’operazione ICE a Minneapolis. L’agente, che era in custodia cautelare, è stato rilasciato su cauzione dopo la prima udienza a McAllen, in Texas, ma ha nuovamente rifiutato l’estradizione. Il suo legale, Rolando Cantu, ha sostenuto che Castro avrebbe sempre avuto intenzione di rispondere alle accuse a Minneapolis, nonostante le preoccupazioni per il rischio di fuga. La situazione ha messo in luce le tensioni tra le autorità federali e lo Stato del Minnesota, con il governatore repubblicano Gregg Abbot che ha rifiutato di firmare l’estradizione richiesta da Tim Walz, governatore del Minnesota. L’arresto di Castro, avvenuto dopo un accordo con le forze dell’ordine, ha portato a un’inchiesta che potrebbe aprire nuovi procedimenti, con l’obiettivo di chiarire le responsabilità nell’episodio che ha scosso la comunità locale e le relazioni internazionali.
- Christian Castro, agente ICE, arrestato per sparatoria a cittadino venezuelano
- Operazione anti-immigrazione a Minneapolis ha causato proteste e due morti
La sparatoria a Julio Cesar Sosa-Celis ha suscitato reazioni internazionali, con l’attenzione su come le operazioni di controllo dell’immigrazione possano influenzare la sicurezza e i diritti dei cittadini. L’inchiesta continua, con l’obiettivo di chiarire le responsabilità e le conseguenze legali per l’agente, che ora è in custodia a Minneapolis.
Le accuse contestate a Castro riguardano sia un reato statale che un reato federale.
La ricostruzione delle circostanze della sparatoria è stata smentita dalle prove video.
