Marco e Gabriele, due podisti agordini, hanno corso tutte le maratone “major” del mondo in 18 anni

Due atleti agordini hanno completato tutte le maratone più prestigiose del mondo in 18 anni, un traguardo raggiunto solo da due tra 50 partecipanti.

Due podisti agordini corrono tutte le maratone più importanti del mondo in 18 anni, un traguardo raggiunto solo da due atleti
Due podisti agordini corrono tutte le maratone più importanti del mondo in 18 anni, un traguardo raggiunto solo da due atleti

Da New York a Sidney, Marco Savio e Gabriele Toffoli hanno coronato un sogno che si è sviluppato in 18 anni: hanno corso tutte le maratone “major” del mondo. Tra le sfide più ambiziose del podismo, questa impresa è riuscita solo a due atleti tra i 50 partecipanti originari del progetto. La loro passione per l’atletica leggera e la determinazione a raggiungere traguardi estremi li hanno portati a percorrere distanze e luoghi che richiedevano non solo fatica fisica, ma anche sacrifici economici e logistici. La loro storia è un esempio di come la dedizione a un’attività sportiva possa portare a traguardi straordinari.

Un gruppo di podisti che ha iniziato un viaggio senza ritorno

Nel novembre 2008, un gruppo di podisti prevalentemente agordini, con qualche bellunese aggregato, ha partecipato alla maratona di New York, la prima tappa di un progetto ambizioso: correre tutte le maratone “major” del mondo. L’idea era nata da un’esperienza iniziale, ma si è trasformata in un viaggio senza ritorno. Tra le città che hanno visto i loro passi, ci sono New York, Boston, Londra, Berlino, Tokyo e, più recentemente, Sidney. Solo due atleti, Savio e Toffoli, hanno completato l’intero circuito, un traguardo che richiedeva non solo abilità, ma anche una lunga dedizione.

Correre tutte le maratone “major” non è un’impresa facile. Oltre a una preparazione fisica intensa, richiede viaggi estenuanti e un impegno economico notevole. Per alcuni, come Marco Savio, il viaggio a Sidney ha significato fermarsi per un mese ad Adelaide, mentre per Toffoli è stato un’esperienza di dieci giorni. La fatica non è mai mancata, ma la passione per il podismo ha reso ogni passo un atto di fede. La loro determinazione ha permesso loro di superare ogni ostacolo.

Un’esperienza che ha ispirato altri

Nonostante l’impegno, non tutti hanno raggiunto l’obiettivo. Molti dei 50 partecipanti hanno abbandonato il progetto nel tempo, preferendo altre vie. Tuttavia, la storia di Savio e Toffoli ha ispirato altri atleti, come Attilio Bertagno, un bellunese che ha quasi completato l’impresa ma ha dovuto rinunciare a causa di un problema fisico. La loro esperienza è un esempio di come la passione e la determinazione possano superare ogni ostacolo, anche quelli più grandi.

Entrambi hanno una lunga carriera nell’atletica leggera, con Savio che ha ricoperto la carica di presidente dell’Atletica Agordina per anni, e Toffoli che oggi è allenatore e segretario del sodalizio. La loro missione è sempre stata la stessa: infondere nei giovani la passione per l’atletica. Con questa recente impresa, hanno dimostrato che la dedizione a un’attività sportiva può portare a traguardi straordinari. La loro storia è un simbolo di un’amicizia e di un’esperienza sportiva uniche. Il loro viaggio, iniziato 18 anni fa, è un simbolo di un’amicizia e di un’esperienza sportiva uniche. Con la loro dedizione, hanno dimostrato che il podismo non è solo una disciplina, ma un’arte che richiede tempo, sacrifici e una passione senza limiti. La loro storia è un invito a tutti gli appassionati a cercare, con coraggio, i propri traguardi.