Cassazione conferma condanne per Ciontoli per omicidio di Marco Vannini
Cassazione conferma condanne per Ciontoli per omicidio di Marco Vannini, dopo 6 anni di giudizio.

La sentenza definitiva per l’omicidio di Marco Vannini
La Cassazione ha confermato le condanne per Antonio Ciontoli, Maria Pezzillo e i loro figli Martina e Federico per l’omicidio di Marco Vannini. La sentenza, resa definitiva dopo 6 anni e 5 gradi di giudizio, ha accolto le richieste della procura generale e ha respinto i ricorsi delle difese. I giudici hanno stabilito che l’omicidio fu causato da un proiettile sparato da Antonio Ciontoli e da un ritardo nell’attivazione dei soccorsi. La sentenza è immediatamente esecutiva e i Ciontoli dovranno scontare le condanne in carcere.
La morte di Marco e le dinamiche del caso
Marco Vannini, 21 anni, fu colpito da un proiettile nel bagno di casa dei Ciontoli a Ladispoli, il 17 maggio 2015. Era a casa della sua ragazza, Martina, quando fu ferito da un colpo di pistola. La morte avvenne a causa di una catena di ritardi e omissioni che causarono un’emorragia. Antonio Ciontoli, probabilmente per preservare la sua carriera militare, descrisse l’incidente come un attacco d’ansia e una ferita con un pettine a punta. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che il proiettile aveva raggiunto il cuore di Marco e che la mancanza di soccorsi fu determinante per la sua morte.
La giustizia è stata fatta, e i genitori di Marco possono finalmente trovare pace.
La sentenza d’appello bis, del 30 settembre dello scorso anno, aveva aggravato le posizioni di tutti gli imputati dopo il rinvio della Cassazione nel febbraio 2020. I giudici avevano indicato una decina di indizi di colpevolezza sufficienti a contestare l’omicidio volontario. La morte di Marco sopraggiunse, avevano scritto i giudici motivando quella decisione, dopo il colpo di pistola «ascrivibile soltanto ad Antonio Ciontoli» che «rimase inerte ostacolando i soccorsi», e fu «la conseguenza sia delle lesioni causate dallo sparo che della mancanza di soccorsi che, certamente, se tempestivamente attivati, avrebbero scongiurato l’effetto infausto».
La difesa dei Ciontoli ha definito la sentenza come «errata», sostenendo che non esiste una ricostruzione alternativa. La procura generale, invece, ha sottolineato che tutti i protagonisti hanno mentito e hanno tenuto condotte omissive e reticenti.
La famiglia di Marco ha espresso gioia e gratitudine per la sentenza.
Fuori dall’aula della Cassazione, amici e parenti di Marco hanno esploso in un urlo di gioia e hanno circondato la madre, Marina, sommersa dall’affetto. Il padre ha espresso un pensiero al suo ragazzo: «Gli avevamo promesso un mazzo di fiori se fosse stata fatta giustizia e domani è la prima cosa farò». La madre ha aggiunto: «Ci abbiamo creduto fino alla fine. Ora giustizia è fatta».
La sentenza ha suscitato reazioni forti tra i familiari di Marco. Due manifestazioni contrapposte si sono svolte fuori dall’aula: una a sostegno della famiglia di Marco, l’altra a favore di Federico, che è stato accusato di aver partecipato al reato. La difesa di Federico ha sostenuto che non è colpevole e che la sentenza non è giusta.
La sentenza è immediatamente esecutiva e i Ciontoli dovranno scontare le condanne in carcere. La famiglia di Marco ha espresso gioia e gratitudine per la sentenza. La giustizia è stata fatta, e i genitori di Marco possono finalmente trovare pace.
