Nuova rissa in piazza San Bartolomeo: influencer anti degrado accusati di aggressione
Rissa tra influencer e militanti a Venezia, violenze in piazza San Bartolomeo e denuncia in arrivo

Ieri pomeriggio, in campo San Bartolomeo a Venezia, si è verificata una nuova rissa politica tra un gruppo di influencer ritenuti di estrema destra e militanti di Alleanza Verdi e Sinistra, insieme al laboratorio occupato Morion. L’episodio ha visto protagonisti un gruppo di persone, tra cui il noto influencer JollyTime, che ha subìto calci e pugni da parte di un altro gruppo, con l’uso di spray al peperoncino. Alcuni dei protagonisti sono finiti in ospedale, tra cui Giovanni Fassioli, consigliere della Municipalità di Venezia, Murano, Burano, e membri del Morion, che stavano caricando attrezzature per un concerto.
Violenze in piazza e reazioni dei protagonisti
Secondo le dichiarazioni di Federica Toninello, del Morion, l’aggressione è iniziata con cori e spinte da parte del gruppo di influencer, che ha indossato una t-shirt antifascista. «Hanno iniziato ad alzare le mani – racconta – con pugni e calci durati 3-4 minuti. Anche alle ragazze. Hanno utilizzato pure lo spray al peperoncino. Nessuno è intervenuto per placare la violenza, se non una giovane di passaggio che ha gridato loro di andarsene». Tra gli aggressori non c’è JollyTime, che ha spiegato di non aver mai alzato le mani e di essersi ritrovato spintonato dal fronte opposto.
Denuncia in arrivo e reazioni istituzionali
Nonostante l’assenza di denunce per ora, i protagonisti hanno espresso l’intenzione di procedere con eventuali segnalazioni. «Nessuna denuncia per ora, ma procederemo» ha detto un rappresentante del gruppo. Il sindaco Simone Venturini ha espresso una ferma condanna per gli atti di violenza, affermando di essere in contatto con prefetto e questura per ricostruire la dinamica dei fatti. «In questa città – ha puntualizzato – non c’è spazio per chi ricorre alla violenza o usa i social per alimentare tensioni e odio».
La consigliera comunale Marta Battistella (Alleanza Verdi e Sinistra) ha definito l’episodio «gravissimo», che non può essere derubricato a una semplice rissa. «Non possiamo accettare che la città, in pieno giorno, possia diventare teatro di violenze fasciste, di aggressioni in branco e di intimidazioni senza motivazione». La consigliera regionale Monica Sambo (Pd) ha sottolineato come Venezia e Mestre siano diventate «terra di conquista per agitatori da social che speculano sulle tensioni e alimentano un’ideologia dell’odio che sfocia in aperta violenza fisica».
La situazione si complica ulteriormente con l’ennesimo episodio di violenza, che si aggiunge a precedenti casi come quelli di Simone Carabella e Mervin Hunter. Il gruppo di influencer, composto da una dozzina di persone, era in città in cerca di pickpocket, conosciuto per le sue operazioni social «anti-degrado» e per il suo battersi a favore della remigrazione. Tra i presenti c’era anche Tom van den Heuvel, blogger olandese noto per i suoi contenuti social sul degrado urbano nelle città europee. La tensione sembra essere in aumento, con il rischio di ulteriori episodi di violenza. Il Morion ha indetto una manifestazione per sabato prossimo per denunciare l’accaduto, mentre Sebastiano Bergamaschi, del Rivolta, ha spiegato che la cena in ricordo di Jack, ucciso nel 2024 a Mestre, è stata spostata per evitare ulteriori provocazioni.
