Consumi in calo e bollette in aumento. La pressione sulle famiglie italiane
Consumi alimentari in calo e bollette energetiche in aumento: la situazione delle famiglie italiane nel 2026.

Consumi alimentari in calo, bollette in aumento
Dalla metà del 2021 a oggi, i consumi per il cibo, le bevande e il cosiddetto “carrello della spesa” sono cresciuti del 24%, sette punti in più dell’indice generale dei prezzi. Tuttavia, nel 2024, i consumi risalgono molto cautamente, secondo elaborazioni di Nomisma. La spesa per alimenti e bevande, che nel 2025 ha raggiunto un picco, ha cominciato a stabilizzarsi, con alcuni prodotti addirittura in calo. Ad esempio, gli agrumi, le zucchine, le ciliegie e il riso sono scesi di diversi punti percentuali. L’olio d’oliva, che aveva visto un aumento del 64% tra il 2015 e il 2025, ha registrato un calo del 9% a luglio 2026, in seguito a un aumento della produzione spagnola.
La spesa per alimenti è cresciuta del 26% dal 2015, ma la quantità acquistata è diminuita dello 0,2%. Questo significa che gli italiani spendono di più, ma comprano meno. La differenza tra i due dati rappresenta il margine di risparmio, che si traduce in una riduzione del volume di prodotti acquistati, soprattutto carne, pesce e frutta.
La pressione energetica cresce
La vera preoccupazione, però, riguarda le bollette. L’energia, in particolare l’elettricità, il gas e i carburanti, ha visto un aumento significativo. A luglio 2026, l’elettricità costava il 13% in più rispetto all’anno precedente, il gas l’8,2%, e i carburanti il 18,8%. Il gasolio da riscaldamento ha superato il 30% di aumento. Questo ha portato a una riduzione del consumo di energia domestica: elettricità, gas e combustibili segnano un calo del 35,4% in volume dal 2015. Una parte di questa riduzione è dovuta all’efficienza, come l’installazione di caldaie nuove, lampadine a led e l’uso di cappotti termici. Tuttavia, la discesa ha accelerato nel biennio 2022-2023, quando le bollette sono esplose, e ha toccato il minimo l’anno dopo il picco dei prezzi.
Le famiglie reagiscono con tagli e rinunce
Le famiglie italiane stanno reagendo con tagli e rinunce. Teresa, una madre con una figlia piccola e un lavoro nel mondo della recitazione, spiega: «Se vuoi parlare di rinunce, io forse non sono la persona giusta». Lei ha sempre consumato in modo spartano, preferendo prodotti sani e economici. Al contrario, altre famiglie, come quella di una professoressa di matematica, Cinzia, hanno scelto di non rinunciare all’aria condizionata, pur evitando di comprare patatine e merendine. Questo tipo di scelte riflette una strategia di risparmio, ma non sempre è sufficiente a coprire le spese crescenti.
La tenaglia si chiude con i salari in calo. Secondo l’Ocse, all’inizio del 2026 i salari reali italiani erano ancora inferiori del 6,1% rispetto al primo trimestre 2021, il divario più ampio tra le grandi economie avanzate. In Germania, i salari sono cresciuti del 1%, mentre nel Regno Unito del 3,6%. Questo significa che, nonostante i tagli, le famiglie non riescono a mantenere il loro livello di vita.
Un futuro di pressione continua
La situazione non sembra destinata a migliorare a breve termine. Secondo la FAO, i prezzi medi globali dei prodotti alimentari hanno raggiunto il punto più alto dal 2022. Denis Pantini, responsabile agroalimentare di Nomisma, spiega che nel prezzo finale di un alimento pesano due componenti: la materia prima agricola e l’energia, che serve alla trasformazione, alla catena del freddo e al trasporto delle merci. «Il travaso non è ancora avvenuto. In un momento di calo dei consumi la distribuzione sta attenta a non tirare troppo la corda. Ma arriverà», dice Pantini. La pressione sulle famiglie italiane, quindi, sembra destinata a continuare. Mentre i consumi alimentari si stabilizzano, le bollette energetiche continuano a salire, e i salari non seguono il ritmo. La situazione è complessa, ma le famiglie stanno cercando di adattarsi, anche se a volte con sacrifici significativi.
