Jimmie Åkesson e la trasformazione del partito di destra svedese

Jimmie Åkesson, leader del partito di destra svedese, ha trasformato un movimento estremo in una forza politica influente.

Un uomo si siede in un'aula di parlamento, mentre un gruppo di persone discute intorno a lui
Un uomo si siede in un’aula di parlamento, mentre un gruppo di persone discute intorno a lui

La Svezia si prepara a un voto che potrebbe segnare un cambiamento radicale nel panorama politico del Paese. Il leader del partito di destra, Jimmie Åkesson, 47 anni, ha trasformato un movimento nato ai margini dell’estrema destra in una forza politica in crescita, portandolo dal 1,4% del 2005 al 20,5% nel 2022. Se riuscirà a conquistare un secondo mandato, il suo partito potrebbe entrare al governo, aprendo una nuova era per la Svezia. Ma il contesto è diviso: il partito di centrosinistra, guidato da Magdalena Andersson, resta leggermente in vantaggio, ma il margine si è ridotto notevolmente.

La normalizzazione di un partito estremo

Jimmie Åkesson ha ripulito l’immagine del partito di destra svedese, SD, trasformandolo in una forza politica disciplinata e normalizzata. Dopo anni di estremismo e simboli razzisti, il partito ha abbandonato la simbologia più compromettente, espulso esponenti apertamente razzisti e adottato una disciplina rigorosa. La linea sull’immigrazione e sull’identità nazionale rimane durissima, ma dentro un contenitore tirato a lucido. La normalizzazione, però, ha riguardato più la forma che la sostanza. La sua strategia ha portato a un aumento esponenziale del consenso. Nel 2005, SD aveva appena l’1,4% dei voti, ma nel 2022 ha raggiunto il 20,5%, diventando il partito più forte del blocco di destra. La sua capacità di adattarsi al sistema politico svedese, pur mantenendo le sue posizioni radicali, lo ha reso un leader di rilievo. La sua è una normalità coltivata con cura.

Un passato controverso, un presente di potere

Nonostante i successi, il partito di Åkesson ha dovuto affrontare diversi scandali. Nel 2025, il deputato Sd Göran Hargestam si è dimesso dopo che gli sono stati trovati cimeli nazisti, tra cui una coppa con la svastica, copie del Mein Kampf, elmetti e fotografie di Hitler. Anni prima, Niklas Törner, dirigente locale, era stato fotografato mentre faceva il saluto hitleriano insieme a militanti neonazisti. Björn Söder, uno dei “quattro di Lund” e figura nazionale del partito, fu fotografato alla fine degli anni Novanta accanto a un uomo con una maglietta del Ku Klux Klan.

Nonostante questi episodi, il partito ha continuato a crescere. La Svezia ha drasticamente ristretto l’immigrazione, reso più severa la politica sulla cittadinanza e introdotto incentivi per il ritorno volontario degli immigrati. La sua politica sull’identità nazionale e la sicurezza è diventata un tema comune anche per partiti che un tempo rifiutavano perfino di sedersi al suo tavolo.

Un’immagine di potere e una visione di futuro

La sua visione di una Svezia più sicura e più identitaria ha trovato eco in una parte crescente della popolazione. Il leader del partito di centrosinistra, Magdalena Andersson, ha espresso preoccupazione per la possibilità che i Democratici svedesi entrino al governo, definendoli un partito di estrema destra. La sua è una strategia che ha trasformato un movimento estremo in una forza politica influente. La Svezia, divisa al voto, si prepara a un momento cruciale. Jimmie Åkesson, con la sua capacità di normalizzare un partito estremo, potrebbe segnare un cambiamento radicale nel Paese. Il suo successo non è solo un risultato politico, ma una testimonianza di come un movimento radicale possa evolversi e adattarsi al sistema democratico.