Sergio Pininfarina, 100 anni dalla nascita: le auto che hanno segnato l’industria italiana
A cento anni dalla nascita, Sergio Pininfarina ha lasciato un’eredità di design e innovazione nel settore automobilistico.

Sergio Pininfarina, nato a Torino nel 1926, compirà cento anni il 8 settembre 2026. Ingegnere, imprenditore e protagonista dell’industria italiana, ha trasformato l’azienda fondata dal padre Battista “Pinin” Farina da carrozzeria di alta gamma a gruppo internazionale capace di occuparsi di design, engineering e produzione. La sua eredità è legata soprattutto alle automobili: Ferrari, Alfa Romeo, Fiat, Peugeot e Maserati che hanno segnato intere epoche. Con un’abilità unica, ha saputo unire stile, aerodinamica, tecnica e produzione industriale, creando vetture che sono diventate simboli del design automobilistico.
Design e tecnologia: il mix vincente
La capacità di Sergio Pininfarina di far convivere stile e tecnologia ha reso le sue creazioni uniche. Non si trattava semplicemente di disegnare una “bella automobile”, ma di progettare automobili che fossero tecnicamente avanzate e esteticamente riconoscibili. Questo approccio si è tradotto in vetture come la Ferrari 365 GTB/4 Daytona del 1968, una GT completamente diversa dalle precedenti per la sua forma pulita e aerodinamica. Il disegno originario fu realizzato da Leonardo Fioravanti, ma fu Sergio a intervenire personalmente per rendere il frontale ancora più filante.
La Testarossa e la F40: simboli di un’epoca
Negli anni Ottanta, il rapporto con Ferrari raggiunse un punto di massima riconoscibilità con la Testarossa del 1984. Le prese d’aria laterali con lamelle non erano solo una scelta estetica, ma servivano a portare aria ai radiatori posteriori. Questo esempio rappresenta la filosofia Pininfarina: forma e funzione devono nascere insieme. Tre anni più tardi arrivò la Ferrari F40, ultima supercar sviluppata sotto la supervisione diretta di Enzo Ferrari. Con 478 CV, appena 1.100 kg e oltre 320 km/h, la F40 trasformò l’aerodinamica in elemento estetico. La sua intuizione fu trasformare lo stile in una disciplina industriale: non più soltanto carrozzerie artigianali, ma automobili progettate insieme ai costruttori, sviluppate tecnicamente e, in alcuni casi, costruite direttamente negli stabilimenti Pininfarina. Questo approccio si è tradotto in vetture come l’Alfa Romeo Duetto, conosciuta universalmente per la sua coda “osso di seppia”, e la Peugeot 406 Coupé, che vinse il Car Design Award 1997 e il riconoscimento di “Most Beautiful Coupé of the World”.
Un’eredità che va oltre le supercar
Se limitare Sergio Pininfarina alle Ferrari sarebbe riduttivo, la sua capacità di creare automobili desiderabili senza necessariamente entrare nel territorio delle supercar ha lasciato un’impronta profonda. La Maserati Quattroporte V, presentata a Francoforte nel 2003, è un esempio di questa abilità. Con un motore V8 Ferrari, è diventata uno dei modelli più apprezzati della casa modenese. La sua eredità non si limita alle vetture: Sergio ha anche portato l’azienda in Borsa, ha aperto nuovi stabilimenti e ha ampliato l’attività verso il design industriale attraverso Pininfarina Extra.
La sua carriera è stata segnata da ruoli di rilievo: presidente dell’Unione Industriale di Torino, parlamentare europeo e presidente di Confindustria. Nel 2005 è stato nominato senatore a vita da Carlo Azeglio Ciampi. Morì a Torino nel luglio 2012, ma il suo spirito vive nelle sue creazioni. A cento anni dalla nascita, le sue auto spiegano meglio di qualsiasi definizione ciò che Sergio Pininfarina ha rappresentato: non semplicemente la ricerca della “bella automobile”, ma la capacità di far convivere stile, aerodinamica, tecnica e produzione industriale.
