Elezioni in Svezia, il bivio tra destra estrema e socialdemocrazia

Elezioni in Svezia: il bivio tra destra estrema e socialdemocrazia. Il governo potrebbe spostarsi a destra o tornare ai socialdemocratici.

Elezioni in Svezia, il bivio tra destra estrema e socialdemocrazia. Politici discutono su coalizione e governo
Elezioni in Svezia, il bivio tra destra estrema e socialdemocrazia. Politici discutono su coalizione e governo

Nelle elezioni svedesi del 13 settembre 2026, il Paese si trova di fronte a un bivio cruciale: il governo potrebbe spostarsi ulteriormente a destra, con l’ingresso della destra estrema nel governo, oppure il ritorno dei socialdemocratici al potere. La situazione politica, già segnata da alleanze tattiche con la destra estrema, si complica ulteriormente con la necessità di formare una coalizione in grado di governare. Il presidente del Parlamento, Andreas Norlén, ha invitato i partiti a «superare le linee rosse», un invito che sembra ironico, visto che la destra estrema ha già superato quelle linee.

La destra estrema in campo

Il Partito moderato, guidato dal premier Ulf Kristersson, ha aperto ufficialmente nel 2022 l’alleanza con l’estrema destra svedese, Sverigedemokraterna, guidata da Jimmie Åkesson. Questa collaborazione, iniziata nel 2021, ha portato a una situazione in cui la destra estrema ha superato i Moderati di quasi due punti percentuali. La destra estrema, pur con un nome che potrebbe ingannare, ha radici neonaziste e ha già ottenuto un sostegno significativo. La sua crescita elettorale ha reso necessario un confronto diretto con i partiti di sinistra, tra cui i socialdemocratici di Magdalena Andersson.

La destra estrema non si accontenta di un supporto esterno, ma vuole un ruolo politico con nomi nel governo. L’Europa ha visto esempi simili, come in Finlandia, dove la leader dell’estrema destra, Riikka Purra, è diventata vicepremier con delega alle Finanze. Questo scenario potrebbe ripetersi in Svezia, con un governo che potrebbe essere definito come «Tidö 2.0», in riferimento al precedente accordo tra Moderati e destra estrema.

Le dinamiche di coalizione

La formazione del governo dipende da una coalizione in grado di raggiungere la maggioranza. Il governo attuale, guidato da Kristersson, è una coalizione di minoranza che include i Cristiano-democratici e i Liberali, ma non è sufficiente per governare da solo. L’ingresso della destra estrema nel governo potrebbe cambiare radicalmente la situazione. I Moderati, sempre più svuotati, hanno già accettato di fare il patto col diavolo, e Kristersson ha dato il suo benestare per far entrare l’estrema destra nel governo. Questo potrebbe portare a un blocco di destra che oscilla tra il 47 e il 49 per cento.

La destra estrema ha già superato i Moderati di quasi due punti percentuali. Il fronte opposto, rappresentato dai socialdemocratici, si attesta tra il 49 e il 51 per cento, ma il margine di vantaggio si riduce con il passare delle settimane. La destra estrema, pur con un nome che potrebbe ingannare, ha radici neonaziste e ha già ottenuto un sostegno significativo. La sua crescita elettorale ha reso necessario un confronto diretto con i partiti di sinistra, tra cui i socialdemocratici di Magdalena Andersson.

La destra estrema non si accontenta di un supporto esterno, ma vuole un ruolo politico con nomi nel governo. L’Europa ha visto esempi simili, come in Finlandia, dove la leader dell’estrema destra, Riikka Purra, è diventata vicepremier con delega alle Finanze. Questo scenario potrebbe ripetersi in Svezia, con un governo che potrebbe essere definito come «Tidö 2.0», in riferimento al precedente accordo tra Moderati e destra estrema. Il 13 settembre, ma soprattutto nei giorni successivi, in cui i negoziati per la coalizione di governo saranno dirimenti, sapremo se la Svezia correggerà almeno in parte la rotta, oppure sbanderà a destra ancor più che ora. La situazione è complessa e dipende da decisioni che potrebbero cambiare radicalmente la politica svedese.