Lelio, 9 anni, in vetta al Monte Bianco: “C’è tutto il mondo qui sotto”

Bimbo romano raggiunge la vetta del Monte Bianco a 9 anni, accompagnato dal padre alpinista.

Bimbo in cordata sulla vetta del Monte Bianco, con padre al suo fianco, in un paesaggio innevato
Bimbo in cordata sulla vetta del Monte Bianco, con padre al suo fianco, in un paesaggio innevato

Lelio Massimo di Roccasecca, 9 anni, ha realizzato il suo sogno: raggiungere la vetta del Monte Bianco, il più alto d’Europa, a Chamonix. L’impresa, compiuta il 4 settembre 2026, ha visto il bimbo romano accompagnato dal padre Valerio, alpinista e gestore di un fondo di private equity. Lelio, che da piccolo ha iniziato a esplorare le montagne con il padre, ha espresso una passione naturale per la natura selvaggia e le sfide che essa propone. «C’è tutto il mondo qui sotto», ha detto il ragazzo, guardando il panorama che si estende sotto i suoi piedi.

Un’eredità di montagna

Valerio, che a 14 anni ha scalato il Monte Bianco lungo la via normale francese con un amico, ha trasformato la sua passione in un’eredità per il figlio. Lelio, a 3 anni, ha già iniziato a esplorare le montagne con il padre, partecipando a salite in Appennino e sul Gran Sasso. «Lelio è davvero forte, non solo fisicamente, ma anche come tecnica», ha commentato Valerio, sottolineando che il figlio non è mai stato forzato. L’alpinismo, per lui, è un’esperienza formativa, un modo per conoscere il mondo e la sua bellezza.

«No – dice papà Valerio – non è per il record. Lelio ama la montagna. Immagino che sia nata come mia nostalgia che in lui è diventata passione. A 5 anni ero sul Gran Sasso con mio nonno, poi con mio padre negli Appennini. Ricordo di essere arrivato sotto la croce del Gran Sasso e di aver provato una forte emozione». Valerio, che di professione è gestore di un fondo di private equity, a 14 anni ha scalato il Monte Bianco, salendo lungo la via normale francese con un amico.

Un percorso di crescita

Dal Gran Sasso al Bishorn, passando per il Sasso Piatto nelle Dolomiti, Lelio ha accumulato esperienze che lo hanno portato a Chamonix. «L’anno dopo eravamo sul Bishorn», ha ricordato Valerio, spiegando come la montagna è diventata una meta ricorrente per la famiglia. Lelio, che ha sempre voluto andare su una montagna svizzera, ha trovato nel Bianco la sua meta definitiva. «Lelio lo vuole e io lo accompagno volentieri», ha detto Valerio, sottolineando l’importanza del consenso e della volontà del figlio.

La preparazione per la salita al Monte Bianco è stata rigorosa. Mamma Alexandra ha spiegato che Lelio ha trascorso alcune notti al rifugio Albert Premier, a 2.702 metri, e al rifugio Torino, sul versante italiano del Bianco, a 3.375 metri. «L’ultimo test al Goûter, a 3.835 metri, è stato un momento cruciale», ha aggiunto Valerio, ricordando come Lelio ha voluto fare gli ultimi metri come capocordata, con l’aiuto di un pulsossimetro per monitorare l’ossigenazione. Con tanto mondo lì sotto, ha concluso Lelio, guardando il panorama che si estende sotto i suoi piedi. La sua avventura non è solo un record, ma un simbolo di passione, dedizione e connessione con la natura. La famiglia, tornata a Roma dopo la salita, ha visto il momento come un traguardo raggiunto con l’impegno di tutti. Lelio, 9 anni, ha dimostrato che il sogno può diventare realtà, se si ha la passione e la determinazione.