L’Espresso celebra il 25° anniversario delle Torri Gemelle con un numero ricco di analisi e reportage
L’Espresso presenta un numero dedicato al 25° anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle, con analisi su crisi geopolitiche, droga, politica e cultura.

L’Espresso presenta un numero ricco di analisi e reportage, dedicato al 25° anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle. La copertina, con strisce, stelle e due grattacieli che non ci sono più, ricorda l’evento che ha segnato la storia mondiale. L’anniversario è al centro di un’inchiesta di Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni, che descrivono come New York sia rinata ma gli Stati Uniti siano chiusi in una spirale di paura, controllo e divisione interna. L’Europa, a sua volta, fa i conti con la perdita dell’ottimismo, mentre Al-Qaeda non è stata sconfitta ma governa in diversi territori, come sottolinea Giuliano Battiston.
La crisi geopolitica e le guerre moderne
Le guerre di oggi non si fermano, come spiega Fabio Lovati, che analizza il mistero dei soldati scomparsi dal fronte russo. Intanto, il governo israeliano sfrutta i criminali arabi per opprimere i palestinesi, come riferisce Lidia Ginestra Giuffrida, e detiene un triste record di uccisioni di operatori umanitari, afferma Alice Dominese. Il Venezuela cede il petrolio al controllo statunitense, mentre la Libia orientale entra nell’orbita cinese, e in Bulgaria si mostra il volto feroce dell’Europa contro i richiedenti asilo, secondo Diletta Bellotti.
La politica italiana è sospesa tra due dilemmi di tutt’altro genere: il destino della Federcalcio, con il neoeletto Giovanni Malagò che rischia di decadere da presidente, come scrive Carlo Tecce, e quello del prossimo Parlamento, che sarà disegnato da una riforma elettorale in bilico tra mille incertezze, afferma Giuliano Torlontano. Si parla di Lega e di Roberto Vannacci, con articoli di Carlo Cottarelli e Loredana Lipperini, mentre Gennaro Tortorelli intervista Lorenzo Pacini, aspirante sindaco di Milano “di sinistra”.
La politica e la società in crisi
Paola Severini Melograni denuncia l’abbandono dei parla caregiver da parte della politica, commentato da Enrico Bellavia, che sottolinea un distacco dal Paese reale che emerge ogni giorno dalle notizie di cronaca nera. Marta Marsilio, presidente dell’istituto Besta, racconta l’impegno dei parla caregiver, che riguarda non solo i malati ma anche i loro cari.
Il consumo di droghe in Italia aumenta, come scrive Maurizio Di Fazio, mentre l’arresto dell’“Escobar greco”, raccontato da Simone Baglivo, è solo una goccia nel mare della lotta contro il narcotraffico globale. Dalla Sicilia arrivano storie di crisi e di rinascita, come la pesca e il borgo di Roccavaldina, rispettivamente di Alan David Scifo e Silvia Perdichizzi. Antonia Matarrese fa i conti in tasca al mercato dei gelati, mentre un’inchiesta di Francesca Vidal rivela che i millennials sono frustrati e sfruttati.
Il numero chiude con un focus su chi resiste allo strapotere di Big Tech, mentre Marco Montemagno spiega perché l’Intelligenza artificiale è sempre più pericolosa e Francesca Barra denuncia che nell’era dei social autorevolezza e visibilità sono sempre più distanti. Sono in arrivo un saggio di Peter Sloterdijk su Niccolò Machiavelli, un intervento di Alessandro Aresu sul metodo cinese per governare il caos e un giro del mondo in 52 città firmato da Gabriele Romagnoli, recensito da Paolo di Paolo. James Franco racconta il suo debutto a teatro a Francesca De Sanctis, mentre Flavio Natalia scrive del film di Nanni Moretti presentato a Venezia. L’Espresso chiude con un focus su chi resiste allo strapotere di Big Tech, mentre Marco Montemagno spiega perché l’Intelligenza artificiale è sempre più pericolosa e Francesca Barra denuncia che nell’era dei social autorevolezza e visibilità sono sempre più distanti.
