Prevenzione del suicidio: l’Austria si pone come modello europeo
L’Austria si pone come modello europeo nella prevenzione del suicidio, con dati preoccupanti tra i giovani e gli anziani.

Il 10 settembre è la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, un momento per riflettere su un tema sempre più urgente a livello europeo. Secondo i dati del 2022, nell’Unione europea sono morti per suicidio 5.017 giovani tra i 15 e i 29 anni, con un tasso di mortalità che rappresenta oltre il 16% dei decessi in questa fascia d’età. Gli anziani, invece, sono la categoria con il maggiore rischio, con un aumento esponenziale del tasso di suicidio a partire dai 65 anni. L’Austria, pur rappresentando l’andamento generale europeo con un 76% di suicidi tra uomini e 24% tra donne, si distingue per una lunga tradizione di studi e programmi di prevenzione.
Collaborazione con i media: l’effetto Papageno
Un aspetto chiave della prevenzione del suicidio in Austria è la collaborazione con i media, nota come “effetto Papageno”. Questo concetto, mutuato da un personaggio del mito musicale di Mozart, si basa sull’idea che l’aiuto di altri possa superare i pensieri suicidi. Il programma Supra, istituito nel 2012, prevede una stretta collaborazione con i giornalisti per l’applicazione di linee guida sulla cronaca dei suicidi. I media austriaci evitano toni sensazionalistici e promuovono l’effetto Papageno, riducendo i fenomeni di emulazione. Il Consiglio della stampa austriaco ha sancito il giornalismo preventivo sul suicidio nel suo codice etico, un passo avanti significativo per la sensibilizzazione.
Secondo la Società austriaca di psichiatria infantile e adolescenziale (Ögkjp), i pensieri suicidari compaiono per la prima volta in questa fascia d’età, e gli studi dimostrano che circa un terzo degli adolescenti prende in considerazione l’idea di togliersi la vita almeno una volta, anche con i primi tentativi di metter in atto il suicidio. Un ambiente protetto può abbassare la barriera che impedisce loro di parlare dei propri sentimenti.
Un supporto psicosociale per chi ha bisogno
“Le storie tristi hanno bisogno di un luogo sicuro”, ha sottolineato don Detlef Schwarz, cappellano di emergenza dell’arcidiocesi di Salisburgo. Questa frase descrive un concetto centrale nella prevenzione del suicidio e nel sostegno ai familiari. Per le persone con istinti suicidari, un ambiente protetto può abbassare la barriera che impedisce loro di parlare dei propri sentimenti, spesso carichi di vergogna. I familiari, a loro volta, hanno bisogno di un “luogo sicuro” per elaborare le emozioni dopo un suicidio. Queste famiglie vivono un evento così singolare che tendono a isolarsi.
Un esempio concreto dell’azione ecclesiale austriaca è l’“Isola della conversazione”, gestita da diversi ordini religiosi a Vienna. Questo spazio offre consulenza a bassa soglia in situazioni di crisi, con volontari qualificati che supportano le persone in difficoltà. L’Isola della conversazione è un punto di riferimento per ogni tipo di disagio emotivo, con circa 40 volontari che lavorano in modo coordinato con il Centro di intervento in caso di crisi e il servizio di consulenza telefonica.
La prevenzione del suicidio in Austria si basa su una combinazione di interventi mirati, sensibilizzazione e collaborazione tra istituzioni e media. Sebbene i dati siano preoccupanti, soprattutto tra i giovani e gli anziani, il Paese si pone come modello europeo per l’approccio integrato e la promozione di un ambiente protetto per chi ha bisogno di aiuto. La lunga tradizione di studi e programmi, come quelli della Società di soccorso di Vienna e dell’Associazione internazionale per la prevenzione del suicidio, dimostra come la prevenzione possa essere un’arma potente per salvare vite.
