Cellulari e salute: la Cassazione apre la strada ai risarcimenti per i produttori
La Cassazione apre ai risarcimenti per i rischi dei cellulari, con riferimento a studi e dati sull’esposizione alle radiofrequenze.

La Cassazione ha aperto la strada a possibili risarcimenti da parte dei produttori di cellulari, riconoscendo il rischio per la salute derivante dall’uso prolungato degli smartphone. L’emissione di radiofrequenze, in certe condizioni di utilizzo, potrebbe rappresentare un pericolo, anche se non è ancora confermato con certezza. L’evento, reso noto il 9 settembre 2026, ha visto la Corte suprema richiamare la sua giurisprudenza per sottolineare l’obbligo di prudenza da parte dei produttori, con un rigore maggiore rispetto a quanto previsto per altre attività. L’obiettivo è tutelare la salute degli utenti, anche se il rischio non è ancora definitivamente provato.
La salute in gioco: un rischio non sempre percepibile
La Cassazione ha sottolineato che l’uso del cellulare comporta un’esposizione variabile alle radiofrequenze, in base alle modalità d’uso. Questo implica che i produttori non possono limitarsi a rispettare le prescrizioni tecniche minime, ma devono adottare comportamenti adeguati alla natura e al livello di pericolosità della prestazione. L’obbligo di informare i consumatori, in modo completo e aggiornato, è diventato un dovere non trascurabile. Inoltre, la Corte ha riconosciuto che anche il danno da “mero timore” può essere risarcibile, quando si traduce in un turbamento psichico apprezzabile giuridicamente.
La luce blu e l’uso prolungato danneggiano la salute.
Non solo l’esposizione alle radiofrequenze rappresenta un rischio, ma anche l’uso quotidiano del cellulare può influire negativamente sulla salute. La luce blu dello schermo riduce la produzione di melatonina, alterando i ritmi circadiani e disturbando il sonno. L’uso prolungato di cuffie ad alto volume danneggia l’udito, mentre la luce intensa al buio affatica la vista. Inoltre, l’abuso di cellulari può portare a una dipendenza che influisce anche sulle relazioni umane, con un impatto profondo sulla vita sociale.
Un’informazione incompleta e un’attenzione insufficiente
Secondo i dati Istat, ogni italiano possiede, in media, più di un cellulare, e il 19% dei bambini tra 6 e 10 anni e l’85% degli adolescenti tra 11 e 17 anni usano quotidianamente il telefonino. Il 72% naviga su internet tutti i giorni, con una prevalenza tra le ragazze. L’87,5% degli utenti usa il telefono tutti i giorni, ma non tutti sono a conoscenza dei rischi connessi all’uso improprio. La campagna informativa promossa dai Ministeri di Salute, Istruzione, Università e Ricerca e Ambiente, attraverso reti Rai, web e social media, cerca di sensibilizzare i consumatori, ma i risultati sembrano scarsi.
La luce blu e l’uso prolungato danneggiano la salute.
La Cassazione ha anche richiamato la giurisprudenza comunitaria, sottolineando che i produttori non possono limitarsi a rispettare le norme tecniche minime, ma devono monitorare e aggiornare le informazioni in base allo stato di avanzamento della ricerca. Questo implica un dovere di informazione completo, che deve permettere ai consumatori di valutare i rischi e adottare comportamenti più sicuri. La Corte ha dato ragione alla ricorrente, che aveva sostenuto che, con una corretta informazione, avrebbe limitato l’uso prolungato del telefono, adottando precauzioni come l’uso di vivavoce o auricolari, evitando di tenere il dispositivo a contatto con il corpo o acceso vicino a sé durante la notte.
Un cambiamento radicale nel modo di vivere
L’avvento dei cellulari e dell’intelligenza artificiale ha profondamente modificato il nostro modo di vivere, con conseguenze che vanno oltre la salute fisica. L’uso quotidiano del telefono ha trasformato le relazioni umane, riducendo l’interazione diretta e aumentando la dipendenza da dispositivi. In una sala d’aspetto, ad esempio, si osserva come molte persone rivolgano la loro attenzione non ai vicini, ma al cellulare, compulsando messaggi o cercando informazioni. Questo fenomeno ha un impatto significativo sulla salute mentale e sociale.
La Cassazione ha aperto la strada a innumerevoli richieste di risarcimento danni a carico delle aziende produttrici, con un’attenzione particolare alle condizioni di uso ordinario, come l’uso in auto o in presenza di segnale debole, che possono aumentare significativamente l’esposizione alle radiofrequenze. La Corte ha anche sottolineato che i rischi non sono sempre percepibili, ma possono essere ridotti con semplici comportamenti individuali e una corretta informazione. La strada è aperta, ma il futuro dipende da come i produttori risponderanno a questa nuova responsabilità.
