Electrolux, la protesta dei lavoratori: sciopero e ultimatum per la sospensione degli straordinari
Lavoratori Electrolux in sciopero a Porcia, ultimatum per la sospensione degli straordinari e chiusura di Cerreto.

Da Porcia, in provincia di Pordenone, i lavoratori di Electrolux hanno dato vita a una protesta incontenibile, con un’assemblea pubblica e un corteo che ha attraversato lo stabilimento fino ai cancelli. La vertenza, che vede in campo sindacati, lavoratori e governo, si intensifica con un ultimatum: «Bloccheremo gli straordinari» se non si raggiungerà un accordo vero. La decisione di chiudere Cerreto d’Esi entro fine anno ha scatenato una reazione forte, con i dipendenti che non accettano più il piano di esuberi e la riduzione della forza lavoro.
La vertenza si fa più dura
La situazione si complica ulteriormente con l’annuncio da parte di Electrolux di un possibile aumento delle produzioni, che i sindacati considerano insostenibile. «Bisogna aumentare i giri di manovella», ha detto Piero Mancino, Rsu Fiom, riferendosi a una richiesta aziendale che non trova consenso tra i lavoratori. Mancino ha sottolineato come la produzione venga spostata e gli esuberi rimangano «sul piatto», senza alcuna soluzione concreta. «È impossibile cominciare una discussione tecnica col presupposto che tu nel giro di tre anni chiudi la fabbrica», ha aggiunto, riferendosi alla chiusura di Cerreto e al dimagrimento degli altri stabilimenti.
Intanto, i lavoratori di Porcia avvertono che la vertenza «andrà avanti fino a quando quel piano non sarà effettivamente ritirato e non ci saranno prospettive per tutti gli stabilimenti e per l’occupazione». La mobilitazione, convocata dalle organizzazioni sindacali, ha preso avvio davanti alla mensa, dove i lavoratori si sono radunati indossando una maglietta gialla con la scritta «Electrolux non si spegne», slogan scandito lungo tutto il percorso fino ai cancelli.
Il governo cerca di mediare
Intanto, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha confermato un incontro tra il Mimit e i governatori delle Regioni coinvolte, fissato per oggi alle 10. «Il governo sta proseguendo con il massimo impegno nel suo lavoro di mediazione con l’azienda perché il piano di esuberi presentato è per noi totalmente inaccettabile», ha dichiarato Ciriani. Tuttavia, la convocazione rischia di arrivare troppo tardi rispetto ai tempi previsti per la chiusura di un sito produttivo. Se Electrolux intende chiudere Cerreto a fine anno, dovrà avviare l’iter con un’azione unilaterale entro fine settembre, con un confronto politico in ottobre che si aprirà in un clima di forte contrapposizione.
La chiusura di Cerreto non riguarda solo i 463 potenziali esuberi di Porcia, il 34% della forza lavoro, ma anche l’indotto, con stime di circa mille posti a rischio nella filiera dell’elettrodomestico. In tutto, gli esuberi nei quattro stabilimenti italiani ammonterebbero a 1.454. «Se questa vicenda non si chiude con un accordo vero, Electrolux se li può scordare gli straordinari», ha avvertito Mancino, facendo riferimento ai rumors che vorrebbero la direzione di fabbrica ipotizzare di fare ricorso a prestazioni aggiuntive tra ottobre e dicembre per far fronte alla domanda di mercato. La protesta dei lavoratori di Electrolux non è solo un atto di ribellione, ma una richiesta di soluzione concreta. La situazione, però, appare sempre più critica, con un clima di tensione che non sembra destinato a calmarsi presto.
