Fondazione Cassamarca chiede un milione di euro alla Provincia per Villa Franchetti e tasse dell’Appiani
Fondazione Cassamarca chiede un milione di euro alla Provincia per Villa Franchetti e tasse dell’Appiani.

La Fondazione Cassamarca ha avanzato un milione di euro alla Provincia di Treviso per la restituzione di Villa Franchetti e per le tasse relative all’Area Appiani. La vicenda, che si trascina da anni, è il rimasuglio di accordi non ancora applicati del Risiko immobiliare avviato nel 2007 e rivisto negli anni seguenti. Il presidente della Fondazione, Luigi Garofalo, ha deciso di rompere gli indugi e ha inviato una lettera al sindaco Mario Conte e al presidente della Provincia Marco Donadel chiedendo il rispetto dei patti. La situazione è più complessa con l’ente con sede al Sant’Artemio, dove la vicenda rischia di finire in tribunale.
Accordi non applicati e mancato utilizzo
Il Risiko immobiliare, iniziato nel 2007, ha visto la cessione di Villa Franchetti alla Fondazione Cassamarca, con l’intenzione di utilizzarla per scopi universitari. Il passaggio venne formalizzato solo nel 2010, ma il progetto non decollò mai. La villa è rimasta chiusa e inutilizzata, anche se nel 2016 è stata firmata una convenzione tra Fondazione, Comune di Treviso e Provincia che ribadì il passaggio della villa a Fondazione e la cessione di 1200 metri quadrati nell’area Appiani con la formula del comodato d’uso. Tuttavia, la parte riguardante Villa Franchetti non è mai stata concretizzata.
La Fondazione, in una profonda crisi, ha chiuso il rubinetto degli investimenti, e la villa è diventata un peso di cui liberarsi. Nel 2022, sotto la guida di Garofalo, è stato raggiunto un accordo con la Provincia per restituire la villa, che è tornata di proprietà dell’ente guidato da Stefano Marcon. A Ca’ Spineda, però, viene riconosciuto un milione di euro per compensare le spese sostenute negli anni per la manutenzione degli ambienti storici e del parco, nonché per il mancato utilizzo e la chiusura anticipata della convenzione trentennale.
La prospettiva di dover pagare un milione di euro ha allarmato il presidente Donadel e i dirigenti del Sant’Artemio. Hanno riletto le convenzioni e gli accordi firmati con la Fondazione. La questione più importante riguarda la Provincia, a cui viene chiesto il pagamento del milione di euro. Se con Ca’ Sugana la situazione potrebbe risolversi con una firma, con l’ente con sede al Sant’Artemio la vicenda rischia di finire in tribunale.
Un passo decisivo per chiudere un episodio
La Fondazione, attraverso Garofalo, ha deciso di fare la voce grossa, cercando di risolvere una situazione che si trascina da anni e che ha creato tensioni tra gli enti coinvolti. La richiesta di un milione di euro per Villa Franchetti e per le tasse dell’Appiani rappresenta un passo decisivo per chiudere un episodio che ha visto la mancata applicazione di accordi e un utilizzo non pieno degli spazi condivisi. La lettera inviata il 3 agosto scorso ha fatto scattare il campanello d’allarme in Provincia. Il presidente Donadel e i dirigenti del Sant’Artemio hanno iniziato a rileggere i documenti per cercare una soluzione. La vicenda, sebbene complessa, potrebbe trovare un accordo, ma la strada verso una risoluzione definitiva non è semplice.
