Cina: robot umanoidi si preparano a un futuro di guerra

La Cina sta sviluppando robot umanoidi per il campo di battaglia, con progetti che vanno dal supporto alla guerra urbana al combattimento autonomo.

Robot umanoidi cinesi testati in scenari di guerra, con focus su addestramento e operazioni in contesti urbani
Robot umanoidi cinesi testati in scenari di guerra, con focus su addestramento e operazioni in contesti urbani

La Cina sta accelerando la ricerca e l’implementazione di robot umanoidi per il campo di battaglia, con progetti che vanno dal supporto logistico alla possibilità di combattimento autonomo. Secondo documenti riservati, le istituzioni militari stanno testando questi sistemi in scenari di guerra, cercando di acquisire tecnologie per addestrarli e studiare il loro utilizzo al fianco delle truppe. L’interesse per i robot umanoidi è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni, con un predominio commerciale cinese nel settore che ha permesso all’Esercito Popolare di Liberazione di accedere a un’industria in espansione.

Da meme a guerra: il passaggio di una tecnologia

Sebbene i robot umanoidi siano diventati popolari per le loro capacità in competizioni come i Giochi Mondiali, la musica è cambiata rapidamente. Dopo due giorni di applausi per le loro performance, il giornale ufficiale dell’Esercito Popolare di Liberazione ha espresso una visione molto diversa. L’obiettivo non è più il divertimento, ma la preparazione per un futuro in cui i robot potrebbero svolgere ruoli di combattimento. L’articolo del PLA Daily del luglio 2025 ha sottolineato come le missioni degli umanoidi potrebbero evolversi “dal supporto al combattimento verso il combattimento primario”, con la possibilità di autorizzare i robot ad aprire il fuoco su bersagli verificati da un essere umano.

La Cina non è l’unica a esplorare l’uso dei robot sul campo di battaglia. L’Esercito degli Stati Uniti ha lanciato una competizione per sviluppare “capacità umanoidi militarizzate” che potrebbero operare al fianco dei soldati. Tuttavia, i robot umanoidi, pur promettenti, continuano a richiedere molta energia e sono inaffidabili al di fuori delle dimostrazioni in ambienti controllati. Il campo di battaglia presenta variabili imprevedibili che mettono alla prova le capacità dei robot, come ha sottolineato Aaron Johnson, professore di ingegneria meccanica alla Carnegie Mellon University.

Etica e leggi di guerra: sfide non risolte

Nonostante i progressi tecnologici, i robot umanoidi devono ancora affrontare dilemmi etici e legali. Le leggi di guerra richiedono alle forze armate di distinguere i combattenti dai civili e di evitare di attaccare combattenti feriti o che si stanno arrendendo. Tuttavia, i sistemi umanoidi progettati per operare in modo autonomo potrebbero incontrare difficoltà nell’interpretare segnali di resa, un problema che ha già sollevato preoccupazioni del Comitato Internazionale della Croce Rossa. Il ministero della Difesa cinese ha affermato che le armi basate sull’intelligenza artificiale devono rimanere sotto il controllo umano, ma non ha frenato l’interesse per l’impiego militare.

Wang Yonghua, ricercatore dell’Accademia cinese delle Scienze militari, ha scritto che i robot umanoidi devono ancora risolvere problemi legati al movimento, alla percezione e all’intelligenza. Per diventare sistemi militari diffusi, sono necessari progressi tecnologici decisivi, una riduzione dei costi di produzione e una produzione su larga scala. Se queste condizioni saranno soddisfatte, i robot umanoidi potrebbero riversarsi sul campo di battaglia, anche se con buona pace di qualunque dilemma etico.

La Cina non è l’unica a esplorare l’impiego degli umanoidi sul campo di battaglia. L’Esercito degli Stati Uniti ha lanciato una competizione per sviluppare “capacità umanoidi militarizzate” che potrebbero operare al fianco dei soldati. Tuttavia, i robot umanoidi, pur promettenti, continuano a richiedere molta energia e sono inaffidabili al di fuori delle dimostrazioni in ambienti controllati. Il campo di battaglia presenta variabili imprevedibili che mettono alla prova le capacità dei robot, come ha sottolineato Aaron Johnson, professore di ingegneria meccanica alla Carnegie Mellon University.