L’Ucraina valuta di legalizzare l’industria pornografica per finanziare la difesa

L’Ucraina valuta di legalizzare l’industria pornografica per finanziare la difesa.

Donne ucraine producono contenuti per adulti in clandestinità, mentre lo Stato tassa i loro guadagni
Donne ucraine producono contenuti per adulti in clandestinità, mentre lo Stato tassa i loro guadagni

Un’ipotesi per finanziare la difesa

L’Ucraina sta valutando l’idea di legalizzare e tassare l’industria dei contenuti per adulti, con l’obiettivo di ricavare risorse per la difesa contro la Russia. L’ipotesi, avanzata da alcuni esponenti politici, si basa su dati che indicano un mercato in crescita, nonostante la produzione di materiale pornografico rimanga illegale. Secondo un parlamentare dell’opposizione, Yaroslav Zhelezniak, il gettito potrebbe raggiungere fino a 25 milioni di dollari all’anno, una cifra marginale rispetto ai 120 miliardi necessari per sostenere lo sforzo bellico, ma sufficiente a finanziare circa 30 mila droni.

Un paradosso tra tasse e persecuzione

Il paradosso è che, mentre molte donne ucraine guadagnano con la produzione di contenuti per adulti, lo Stato li tassa e li perseguita. Intervistata dal Wall Street Journal, la creator Svitlana Dvornikova ha raccontato di essere stata perquisita da forze dell’ordine, con il sequestro di denaro e computer. Molti altri creator hanno ricevuto lo stesso trattamento. La situazione ha portato a una scelta tra due alternative: non pagare le tasse e affrontare conseguenze penali, o pagare e poi essere accusati di violare le leggi sulla pornografia.

La situazione è tragicomica e complessa.
Molte donne hanno scelto di lasciare il Paese per lavorare all’estero, mentre chi è rimasta ha cercato di adattarsi a nuove regole. La legalizzazione potrebbe ridurre la corruzione e generare risorse per la difesa, ma il sistema attuale crea un’ambiguità tra tasse e persecuzione. L’Ucraina, in un momento di guerra, deve trovare un equilibrio tra sicurezza e opportunità economiche.

Un mercato in crescita e corruzione diffusa.
Secondo la ricostruzione del Wall Street Journal, il mercato dei contenuti per adulti in Ucraina è cresciuto negli ultimi anni, grazie alla complicità di agenti corrotti. Nel maggio di quest’anno, il procuratore generale ha reso noto che i dipartimenti di polizia di tre regioni distinte avrebbero ricevuto più di ventimila dollari al mese di tangenti. Prima dell’invasione russa, il settore sembrava operare in silenzio, ma dopo il 2022, il fisco ha iniziato a monitorare le attività. Fenix International, la compagnia che gestisce OnlyFans, ha rilevato che quasi 8.000 creator ucraine hanno guadagnato più di 131 milioni solo nel 2023.

L’avvocato tributarista Lesia Mykhalenko, che ha rappresentato più di cento creator OnlyFans, definisce la produzione di contenuti per adulti un “crimine senza vittime”. Secondo lei, criminalizzare il settore mentre si riscuotono le imposte sui suoi guadagni è un inutile appesantimento del sistema legale e tributario per un Paese che dovrebbe concentrarsi soprattutto sulla difesa. Molti creator, come Iryna Mosiychuk, che gestisce la società Beezone, hanno cercato di trovare strade alternative per sopravvivere. La società si presenta come una società di consulenza aziendale, ma nasconde uno studio per dirette webcam.