La Lega propone una stretta sulla cittadinanza ai minorenni nati in Italia
La Lega presenta una proposta per limitare l’acquisto della cittadinanza ai minorenni nati in Italia, con nuove norme su reati e integrazione.

La Lega propone una stretta sulla cittadinanza ai minorenni nati in Italia, con l’intento di introdurre nuove norme che limitino l’acquisto della cittadinanza in caso di reati o mancanza di integrazione. La proposta, in discussione in Commissione Affari costituzionali, mira a uniformare le condizioni per l’acquisto e la revoca della cittadinanza, estendendo le cause ostative anche a chi è nato in Italia. La deputata leghista Simona Bordonali ha sottolineato che la norma riguarderà tutti, non solo i giovani, e che l’intento è di combattere una discriminazione. La proposta, risalente al 2024, è stata approvata in Aula il 8 luglio e ora torna al vaglio della Commissione.
Uniformazione delle condizioni per la cittadinanza
La proposta di legge 2124, presentata dalla Lega, mira a uniformare le condizioni per l’acquisto e la revoca della cittadinanza italiana. Attualmente, le norme si applicano solo ai casi di cittadinanza per matrimonio o naturalizzazione, ma la nuova proposta estende le cause ostative anche ai minori stranieri nati in Italia e che hanno risieduto legalmente fino al raggiungimento della maggiore età. «Ci sono tre fattispecie e le tre fattispecie devono essere uniformate, non si capisce perché debba esserci questa differenza», ha commentato Bordonali. L’intento è di creare un quadro più coerente e rigoroso, in linea con le politiche di sicurezza e integrazione.
La norma prevede che l’acquisto della cittadinanza sia precluso in presenza di condanne per reati contro la persona o il patrimonio, inclusi omicidi, rissa, minacce, tratta di persone e violenza sessuale. Inoltre, sono considerati reati anche quelli previsti dall’articolo 73 del Testo unico sugli stupefacenti, che comprendono traffico, produzione e detenzione di sostanze illecite. La proposta mira a estendere queste cause ostative anche ai minori nati in Italia, con l’obiettivo di prevenire comportamenti criminali e promuovere una maggiore integrazione.
Integrazione e giuramento in lingua italiana
La proposta modifica anche le disposizioni sull’attestazione della conoscenza della lingua italiana, annullando le deroghe previste per chi ha sottoscritto l’accordo di integrazione o è titolare di un permesso di soggiorno UE. Inoltre, il giuramento per l’acquisto della cittadinanza dovrà essere eseguito in lingua italiana, per evitare situazioni in cui l’interessato non riesca a prestare correttamente il giuramento. «Si intende difatti evitare quelle situazioni, spesso riportate dalla cronaca, in cui l’interessato non riesce a prestare correttamente in italiano il giuramento», ha spiegato Bordonali.
La proposta, che risale al 2024, è stata approvata in Aula il 8 luglio e ora torna al vaglio della Commissione Affari costituzionali. Bordonali ha ribadito l’importanza di procedere con «una vera integrazione», sottolineando che il numero dei nuovi cittadini italiani nati in Italia è aumentato e che è necessario intervenire su questa fattispecie. La deputata ha anche risposto a chi chiede se le nuove norme saranno sufficienti, sottolineando che «un conto è governare e fare cose realizzabili e fattibili. Un altro è cercare di sparare sempre l’uno in più dell’opposizione».
La norma riguarderà tutti, ha sottolineato Bordonali, sottolineando che l’intervento non è limitato solo ai giovani. La proposta mira a creare un quadro più coerente e rigoroso, in linea con le politiche di sicurezza e integrazione.
