Tregua di 72 ore in corso. Mediatore USA: “Colloqui significativi, ma distanze restano”

Mediatore Usa a Kiev: colloqui significativi, ma distanze restano. Tregua di 72 ore per permettere ai mediatori di tornare in sicurezza.

Mediatore Usa e delegazione a Kiev durante colloqui di pace, tregua di 72 ore in corso
Mediatore Usa e delegazione a Kiev durante colloqui di pace, tregua di 72 ore in corso

La tregua di 72 ore in corso in Ucraina ha visto colloqui significativi tra il mediatore statunitense Steve Witkoff e i rappresentanti ucraini, ma le distanze restano. L’inviato USA ha espresso ottimismo, ma ha riconosciuto la complessità del conflitto. Intanto, i raid russi hanno colpito 54 insediamenti nella regione di Zaporizhzhia, causando un morto e 25 feriti. La Russia accusa la Germania di aver mosso accuse non verificate per la vicenda dei droni all’aeroporto di Lipsia, definendola l’inizio di una vera guerra.

Colloqui tra Mosca e Washington

A Mosca, i tre ore di colloqui tra il presidente Vladimir Putin, Witkoff e Jared Kushner hanno visto l’impegno degli Stati Uniti per un “pacchetto di pace” che possa facilitare un accordo. Nonostante l’ottimismo del mediatore, le distanze restano. Witkoff ha sottolineato che “è molto difficile, ma siamo impegnati, ci teniamo e speriamo che tutto ciò porti a una soluzione diplomatica pacifica e di successo”. La tregua, concessa per permettere ai due mediatori di tornare a casa in sicurezza, è un passo importante ma non sufficiente.

Il mediatore americano Steve Witkoff, per la prima volta a bordo del treno “Peace Express” insieme a Jared Kushner, ha espresso fiducia nel processo di pace. Tuttavia, nonostante i colloqui di ieri a Mosca, non si registrano sostanziali passi avanti. La missione, che mira a trovare una strada per mettere fine al conflitto, non ha ancora portato a un accordo concreto. La tregua di 72 ore, sebbene un passo importante, non è sufficiente a risolvere le complesse dinamiche del conflitto.

La questione territoriale

La questione territoriale rimane il primo ostacolo al dialogo. La Russia rivendica le quattro regioni parzialmente controllate, mentre Kiev chiede di congelare la linea del fronte. Per raggiungere la pace, entrambe le parti devono “fare dei compromessi e ridurre le questioni in sospeso”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, pur ottimista per alcuni aspetti, ha espresso realismo: “Rimango dell’opinione che questioni così complesse si risolvano solo a livello di presidenti”. La Russia punta a un’Ucraina neutrale e demilitarizzata, mentre Kiev chiede garanzie per la sua sicurezza e un esercito forte.

Un ottimismo che stride col realismo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che nei tre round di colloqui parla anche di Patriot (“una questione molto urgente e molto importante per noi”) e del pacchetto che servirà agli ucraini per superare l’inverno. “Se la guerra dovesse continuare in inverno – e finora sembra proprio di sì – contiamo molto sul ‘pacchetto invernale’ di cui ho discusso in dettaglio oggi con Steve, Jared e i nostri partner europei”.

Nonostante gli sforzi americani, le distanze quindi restano. La Russia punta i piedi anche per un’Ucraina neutrale e praticamente demilitarizzata, Kiev vuole garanzie per la sua sicurezza e un esercito forte. E mentre i raid sul terreno da entrambe le parti non si fermano, Mosca acuisce pure le tensioni con l’Europa, accusando la Germania di averle mosso accuse non verificate per la vicenda dei droni all’aeroporto di Lipsia. Per il ministro degli Esteri Serghei Lavrov la conseguente rappresaglia diplomatica di Berlino rappresenta “l’inizio di una vera guerra”. La tregua su Kiev concessa da Mosca durerà fino a lunedì, per permettere ai due mediatori tornare a casa in sicurezza. Zelensky sa che Washington è fondamentale per qualsiasi accordo di pace, come sa che la finestra di opportunità per raggiungerla potrebbe chiudersi quando gli Stati Uniti iniziano a concentrarsi sulle prossime elezioni di midterm e prima che il suo Paese debba affrontare un nuovo lungo inverno.

La strada verso la pace resta lunga e difficile, ma i colloqui continuano.