Cassazione conferma ergastolo per Rosa Bazzi e Olindo Romano, no alla revisione del processo

Cassazione conferma ergastolo per Rosa Bazzi e Olindo Romano, no alla revisione del processo

La Cassazione ha confermato definitivamente la condanna a ergastolo per Rosa Bazzi e Olindo Romano per la strage di Erba del 11 dicembre 2006. La decisione, resa pubblica il 25 marzo 2025, ha respinto la richiesta di revisione del processo avanzata dalla difesa dei due imputati. La sentenza, già bocciata lo scorso luglio dalla Corte d’Appello di Brescia, ha chiuso un lungo iter giudiziario che ha visto la famiglia delle vittime attendere anni per un riscontro giustiziale. La Cassazione ha ritenuto che non ci fossero motivi per modificare la sentenza di primo grado, che aveva già stabilito la condanna a ergastolo per i due imputati.

La famiglia Frigerio: il tormento è finito

Adamo De Rinaldis, avvocato della famiglia Frigerio, ha espresso soddisfazione dopo la decisione della Cassazione. «Giustizia è fatta, finito il tormento quotidiano che hanno subito per anni e che non ha mai permesso loro di elaborare il lutto per la perdita dei loro cari», ha dichiarato. La famiglia, composta da Andrea e Elena Frigerio, figli del testimone oculare Mario Frigerio e di Valeria Cherubini, una delle vittime della strage, ha visto finalmente un chiusura al processo che aveva tormentato la loro vita per anni. La decisione della Cassazione ha rappresentato un sollievo per la famiglia, che aveva seguito con preoccupazione l’evolversi del processo.

La difesa aveva sostenuto una falsa intossicazione

La difesa di Rosa Bazzi e Olindo Romano aveva cercato di sostenere che l’intossicazione di Mario Frigerio avrebbe compromesso la sua capacità di riconoscere gli assassini. Tuttavia, l’avvocato De Rinaldis ha chiarito che tale ipotesi era una falsa rappresentazione difensiva. «Il dato dell’intossicazione era chiaramente smentito dai dati clinici presenti in atti e disponibili sin dal primo grado di giudizio a tutte le parti», ha spiegato. La Corte di Cassazione ha ritenuto che questa difesa non fosse supportata da prove concrete. La famiglia delle vittime ha espresso apprezzamento per la decisione, che ha riconosciuto la veridicità dei dati clinici e ha respinto la richiesta di revisione.

La motivazione della Cassazione sarà resa nota in seguito. «Aspettiamo la motivazione ma in questa occasione sia noi difensori di parte civile Frigerio sia il pg abbiamo espressamente chiarito alla Corte di Cassazione che l’elemento della intossicazione di Mario Frigerio era il frutto di una falsa rappresentazione difensiva», ha concluso l’avvocato De Rinaldis. La famiglia delle vittime, dopo anni di attesa, ha finalmente trovato un riscontro giustiziale che chiude un capitolo doloroso. La decisione della Cassazione ha rappresentato un momento di chiusura per la famiglia, che ha potuto finalmente iniziare a elaborare il lutto per la perdita dei loro cari.

La Cassazione ha riconosciuto la veridicità dei dati clinici.
La famiglia delle vittime ha espresso soddisfazione per la decisione.