Mike Bongiorno, il mito della tv e della famiglia

Daniela Bongiorno racconta l’amore e la vita con Mike, morto 17 anni fa.

Una donna e un uomo in un ambiente familiare, con un'atmosfera di ricordo e affetto
Una donna e un uomo in un ambiente familiare, con un’atmosfera di ricordo e affetto

Daniela Bongiorno, moglie del mito della televisione italiana Mike Bongiorno, racconta con emozione la vita con l’uomo che ha reso popolare la Rai e Mediaset. «Un rumore, corsi in camera ed era senza vita», dice, riferendosi al 6 settembre 2009, quando Mike, all’età di 85 anni, è morto improvvisamente. L’episodio, che ha segnato la fine di una vita dedicata alla tv, è ricordato con dolore e gratitudine da chi lo ha amato e conosciuto. Mike, nato a New York nel 1924, ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura italiana, non solo come conduttore ma anche come figura di riferimento per tante famiglie.

Un amore che ha superato le differenze di età

«Ero una sessantottina e lui poteva sembrare antiquato», dice Daniela, ricordando il loro primo incontro. Lui aveva 46 anni, era sportivo, bello e pieno di vita. «Ci sposammo subito, nozze a Londra al municipio di Chelsea in King’s Road perché volevamo fare in fretta, Mike aveva appena avuto il divorzio io aspettavo già Michele», racconta. Sono passati 40 anni di matrimonio, con alti e bassi come in ogni famiglia, ma sempre uniti. «Siamo rimasti 40 anni sposati, con alti e bassi come tutti, ma sempre una famiglia unita: figlio unico di genitori separati cercava una vera famiglia», spiega.

La morte e la decisione di cremare la salma

«Il 5 settembre, al compleanno di Leonardo che compiva 20 anni disse: “Coraggio ragazzi, nella vita non disperate mai”», ricorda Daniela. Poco dopo, il 6 settembre, nacque la terza figlia di Nicolò, Luce, alla Mangiagalli. «Con Mike e Leo andammo a trovarla appena nata, il 7 partimmo per Monaco. In macchina canticchiava la canzone dei nanetti, allegro com’era sempre», racconta. La mattina dopo, però, il quadro cambiò. «Poi a cena con amici, la mattina dopo mi svegliò con i giornali sul cuscino, disse di non aver dormito molto. Colazione, accese il sigaro e si sedette in poltrona. Intanto mi arrivò la prima foto di Luce sul telefonino, la mostrai a Mike. “Che bella sembri tu quando prendi il sole”. Poi ero in bagno, sentii un rumore, corsi in camera e lo trovai senza vita», racconta con dolore.

Dopo la morte, la salma di Mike fu trafugata, un episodio che ha lasciato un segno profondo nella famiglia. «Fu doloroso, mi arrivavano telefonate da ovunque nel mondo. Quando lo trovarono, la banda di malviventi probabilmente cercò un accordo in cambio della libertà. Aveva ancora i sigilli della ceralacca intatti. Ma decidemmo in famiglia, a quel punto, di farlo cremare: così nessuno ce lo toccherà mai più», spiega Daniela. Le ceneri di Mike sono ora conservate in una cappella privata sul Lago Maggiore, tra muri blindati, a prova di furto.

Mike è sempre con me, e un po’ con tutta l’Italia. «Eppure è scomparso 17 anni fa. Era l’8 settembre 2009», ricorda Daniela. La sua passione per lo sport, la sua onestà e il suo amore per l’Italia lo hanno reso un simbolo di un’epoca in cui la tv era un’arma di connessione e di speranza. «Mike era l’“Americano” in un’Italia piena di voglia di riscatto, dopo la guerra», dice Daniela. «Ho trovato la mia America in Italia, mi diceva, ma lui per gli italiani era il futuro, l’America».

La sua eredità vive nei progetti dei figli. «Adesso Mike continua con i figli, e i nipoti», dice Daniela. «Con l’Orto allegria per esempio facciamo lavorare i disabili della zona di Arona, portiamo il gioco della Ruota nelle università: in molti atenei ci sono aule dedicate a Mike, anche allo Iulm. E si rivolge ai giovani anche il nuovo progetto professionale di nostro figlio Leonardo: con fondi americani, sta costruendo studentati con sale in comune, spazio gym, che avranno una tessera a punti di merito: chi avrà più punti avrà il soggiorno in omaggio con la Fondazione Mike. Uno aprirà a Roma Tor Vergata a fine 2026, uno in viale Certosa a Milano», conclude Daniela, con una voce che ancora oggi risuona con l’energia di chi ha vissuto un amore vero e una vita dedicata al bene comune.