Andrea Lunerti: “Ogni specie animale racconta la storia del Pianeta, noi abbiamo una visione distratta”
Andrea Lunerti, etologo e naturalista, parla del rapporto uomo-animale e della distanza crescente dalla natura.

Un etologo che vive con gli animali
Andrea Lunerti, etologo, naturalista e zoofilo, ha dedicato la sua vita al rapporto tra uomo e animale. Da sempre attratto da questo mondo, ha sviluppato un interesse per specie diverse, come scorpioni, serpenti e insetti, fin da quando era bambino e veniva portato allo zoo di Roma da suo padre. Oggi, il suo lavoro si concentra su animali selvatici e non consueti, che spesso vivono in contesti urbani o rurali. “Condivido le mie giornate con tartarughe, asinelli e animali selvatici da riabilitare, ma non posso gestirne tanti, perché sono concentrato sulle informazioni e i corretti comportamenti da diffondere a tutti”, spiega.
La natura è un libro aperto, ma noi la leggiamo distrattamente.
La Vespa Orientalis e i conflitti con gli animali
Tra gli animali che ha visto crescere e adattarsi in contesti urbani, la Vespa Orientalis è uno dei più problematici. “È la più pericolosa, nidifica solo in un ambiente domestico, quindi, vivendo a stretto contatto con un essere umano, aumenta il conflitto, accidentale o volontario”, afferma Lunerti. Questa specie, che si è evoluta nelle aree desertiche e nelle grandi città, approfitta dei rifiuti organici e ha persino iniziato a rubare le crocchette nelle colonie feline. “È un fenomeno naturale, ma potenzialmente invasiva”, precisa. La Vespa Orientalis rappresenta un esempio di adattamento, ma anche di conflitto.
Lunerti si sente in colpa come essere umano per aver costruito troppo e creato barriere. “Non è colpa dell’animale, che non sa come attraversare una strada o nutrirsi”, dice. Il problema reale, secondo lui, è la mancanza di informazione e formazione su fauna e ambiente naturale. “In alcuni casi non c’è informazione e formazione, né dimestichezza con fauna e ambiente naturale, come i nostri nonni e le vecchie generazioni”, osserva. “Ogni volta dico che c’è un vuoto importante, si vive solo di computer e tecnologia, molti lavori non sono svolti in campagna e all’aperto e gran parte delle persone è a disagio quando si ritrova immersa nella natura”.
L’Arma dei Carabinieri, la Polizia locale e Forestale hanno iniziato a chiamarlo per interventi di sicurezza, dimostrando l’importanza del suo lavoro. “Gestisco anche le situazioni di panico; un animale non è per forza pericoloso”, spiega. Quando i serpenti entrano nelle case, anche se non sono velenosi, evocano disagio e paura. “Le persone si agitano e, magari, cadono o inciampano per scappare. In questo caso posso dire che sono comunque animali pericolosi, per le reazioni che scatenano”, afferma. La conoscenza e l’empatia sono la chiave per un rapporto sano con gli animali.
Lunerti interviene per dare un esempio, prendere l’animale e trasferirlo nel suo ambiente naturale. “Insegno come intervenire, non essere feriti, non dare confidenza agli animali selvatici”, dice. Ma, oggi, c’è anche l’aggravante del telefono cellulare; tutti vogliono la foto e il video da postare e condividere per avere tanti like e non tengono in considerazione i veri pericoli. “Ogni volta dico che c’è un vuoto importante, si vive solo di computer e tecnologia, molti lavori non sono svolti in campagna e all’aperto e gran parte delle persone è a disagio quando si ritrova immersa nella natura”. La distanza dalla natura è un problema crescente, ma non insormontabile.
