Vannacci e Lerner si sfidano su remigrazione e assimilazione culturale
Roberto Vannacci e Gad Lerner si confrontano su remigrazione e assimilazione culturale durante un dibattito su immigrazione.

Il dibattito tra Roberto Vannacci e Gad Lerner su temi di immigrazione e remigrazione ha acceso le telecamere durante la puntata del 2 settembre del programma “È sempre Cartabianca”. Il confronto, acceso e diretto, ha visto il leader di Futuro Nazionale e il giornalista sottolineare posizioni divergenti su come gestire l’immigrazione in Italia. Vannacci ha sostenuto un piano di remigrazione per stranieri che non portano un valore aggiunto, mentre Lerner ha ribattuto con un episodio personale, rivelando di aver vissuto in Italia senza permesso di soggiorno.
Remigrazione e assimilazione culturale
Il dibattito si è concentrato sul piano di remigrazione proposto da Futuro Nazionale, che prevede l’allontanamento di tre categorie di stranieri: gli irregolari, chi commette reati e chi soggiorna legalmente ma non lavora. Vannacci ha spiegato che per lui, il permesso di soggiorno non dovrebbe essere rinnovato a chi non contribuisce economicamente al Paese. “A delle persone che, per esempio, non lavorano o che comunque non portano un valore aggiunto?” ha chiesto, sottolineando l’importanza di un contributo reale.
La legge esiste, ma non si applica
Alle obiezioni della conduttrice, che ha fatto notare come il permesso di soggiorno sia già legato alla presenza di un impiego, Vannacci ha ribattuto che le norme sui rimpatri esistono ma restano inapplicate. “La legge stabilisce anche le espulsioni. Purtroppo non ci sono”, ha detto, sottolineando una mancanza di attuazione delle leggi esistenti. Lerner, a sua volta, ha rivelato di aver vissuto in Italia senza permesso di soggiorno, aggiungendo: “Mi autodenuncio, anche io sono stato in Italia senza permesso di soggiorno”.
Assimilazione culturale e cittadinanza
Il confronto si è spostato sul terzo requisito per la cittadinanza italiana previsto dal programma di Futuro Nazionale: una “dichiarazione formale di accettazione di avvenuta assimilazione alla civiltà greca, romana e cristiana”. Lerner, nato a Beirut e naturalizzato italiano dopo trent’anni di residenza, ha chiesto conto di questa clausola, rivendicando un patriottismo fondato sulla capacità di criticare il proprio Paese “quando sbaglia” piuttosto che sulla “retorica nazionalista”.
Un riferimento a contesti pubblici
Vannacci ha paragonato la richiesta di assimilazione a una “dichiarazione di antifascismo” richiesta in altri contesti pubblici italiani, come la fiera dell’editoria “Più libri più liberi”. Ha anche aggiunto che chi intende applicare la Sharia in Italia “ha una cultura non compatibile con la nostra” e dovrebbe “godersela nei propri Paesi di origine”. Queste dichiarazioni hanno acceso un dibattito su come definire la cittadinanza e i valori culturali che devono essere condivisi.
Un dibattito che va oltre l’immigrazione
Nella stessa puntata, Vannacci ha aperto alla possibilità di sostenere Giorgia Meloni per la Presidenza della Repubblica, dicendo: “Perché no? Penso che Giorgia Meloni abbia dimostrato carisma, notevoli capacità, quindi potrebbe essere anche un ottimo presidente della Repubblica”. Pur senza garantire un appoggio automatico di Futuro Nazionale, la dichiarazione ha segnato un momento di apertura politica. Inoltre, Vannacci ha replicato alla definizione di “cavallo di Troia della Russia” attribuitagli dal Financial Times, sostenendo di non aver ricevuto prove concrete delle accuse.
