Due articoli su Ranucci pubblicati in Zimbabwe e poi rimossi, ecco cosa raccontano

Due articoli su Sigfrido Ranucci pubblicati in Zimbabwe e rimossi, analisi dei contenuti e contesto giudiziario.

Screenshot di un articolo su Sigfrido Ranucci pubblicato in Zimbabwe, con titolo in inglese e data di pubblicazione
Screenshot di un articolo su Sigfrido Ranucci pubblicato in Zimbabwe, con titolo in inglese e data di pubblicazione

Due articoli su Sigfrido Ranucci, conduttore del programma Report su Rai3, sono stati pubblicati in Zimbabwe e successivamente rimossi dal sito del quotidiano The Standard. L’evento è stato reso noto durante un servizio del TG1, in cui è apparso uno screenshot dell’articolo, che ha suscitato interesse e dibattito. L’articolo, firmato dal giornalista Kenneth Nyangani, è stato rimosso dopo l’anticipazione del servizio televisivo, ma una copia è stata salvata nel WebArchive, permettendo di ricostruire il contenuto originale. Un secondo articolo dello stesso autore, pubblicato lo stesso giorno, è stato anch’esso cancellato, ma è stato recuperato grazie a un archivio online. Questi due pezzi, sebbene non siano mai stati pubblicati in forma completa, hanno suscitato interesse per il loro contenuto e per il loro legame con l’inchiesta in corso in Italia su un attentato avvenuto a Campo Ascolano nel 2025.

Un giornalista investigativo e un’inchiesta su corruzione

Kenneth Nyangani, giornalista del gruppo Alpha Media Holdings, ha pubblicato due articoli su Sigfrido Ranucci il 5 luglio 2026. Il primo, intitolato “Top Italian journo probes Zimbabwe’s carbon scam”, è un pezzo autonomo, breve e pubblicato per preparare il terreno all’intervista integrale. Nyangani descrive Ranucci come «un giornalista investigativo molto rispettato in Europa», le cui inchieste «hanno sempre ricevuto un’ampia copertura mediatica» e che sarebbero state «discusse da numerosi media in molti Paesi». L’articolo anticipa il tema centrale dell’intervista, ovvero accuse di truffa da parte di individui che usano il nome del presidente per ingannare persone e organizzazioni.

Un particolare curioso riguarda l’ultima frase dell’articolo, nel quale l’autore indica Ranucci come sopravvissuto a un attentato in Italia «due settimane fa» («Two weeks ago»). Lo scoppio della bomba di Campo Ascolano risale al 17 ottobre 2025, quindi la data menzionata nell’articolo potrebbe non corrispondere a fatti verificati. Inoltre, Nyangani potrebbe non aver verificato correttamente i fatti, confondendo l’attentato avvenuto circa otto mesi prima con i recenti fatti giudiziari del 30 giugno, quando sono stati arrestati quattro presunti esecutori.

Il legame con Valter Lavitola e l’inchiesta in corso

La pubblicazione degli articoli su Ranucci è legata a un’inchiesta in corso in Italia, che indaga sull’attentato del 17 ottobre 2025 a Campo Ascolano. Aggiornamenti recenti mostrano che agli atti della Procura di Roma è emersa una mail inviata da Ranucci a Valter Lavitola, ex editore accusato di essere il mandante della bomba. La mail, datata 29 giugno 2026, contiene l’anteprima dell’intervista pubblicata dal The Standard sei giorni dopo. In un’altra mail, Ranucci chiede a Lavitola di mandargli i dati del «millantatore». Tramite il suo legale, Ranucci ha spiegato che Report si era già occupata di carbon credit in passato e che era normale continuare a seguire il tema.

Valter Lavitola aveva interessi diretti in Zimbabwe attraverso Future Awaits Holdings, società attiva nel settore dei carbon credit. I suoi soci italiani erano Gianluca De Marchi e Fabio Mazzoni, vertici di Urban Vision, mentre il socio locale sul posto era Benjamin Chimutengo, che gestiva il progetto in Zimbabwe. I rapporti tra Lavitola e Chimutengo si erano deteriorati, e a ottobre 2025, due settimane dopo la bomba di Campo Ascolano, la società di revisione Kreston Zimbabwe aveva annunciato di voler interrompere la collaborazione con Future Awaits Holdings, citando il fallimento di Lavitola ai controlli antiriciclaggio.

La struttura dell’intervista suggerisce un’agenda predefinita, con domande non verificate. L’intervista integrale a Ranucci, intitolata “International investigative journalist Sigfrido Ranucci speaks on Zimbabwe corruption case probe by Italian investors”, è conservata in una copia di WebArchive del 7 luglio 2026. Nell’introduzione, Nyangani afferma che «la redazione di Report sta preparando una grande inchiesta sul caso di presunta corruzione riguardante l’investitore italiano, con una squadra di giornalisti investigativi che sarà inviata dall’Italia e da altri Paesi». Tuttavia, questa informazione non viene mai data dal giornalista italiano durante l’intervista, risultando un’affermazione esclusiva di Nyangani.

La mancanza di fonti verificate e l’uso di frasi come «secondo alcune fonti» sollevano dubbi sulla credibilità del contenuto. Da come viene strutturata l’intervista, Nyangani non chiede informazioni a Ranucci, ma gli sottopone vicende come fatti acquisiti con l’obiettivo di ottenere un suo commento. Nel corso della discussione, utilizza formule come «secondo alcune fonti», «le stesse fonti sostengono» e «secondo questi resoconti», senza identificare le font