L’Italia batte la Svezia ma si trova in difficoltà: errori da evitare in semifinale
L’Italia vince contro la Svezia ma si trova in difficoltà: errori da evitare in semifinale.

L’Italia ha battuto la Svezia nei quarti di finale dell’Europeo femminile di volley, ma per la prima volta nella sua storia ha incontrato difficoltà. La vittoria, pur importante, è arrivata con fatica, segnando un momento di tensione e di riflessione per la squadra. La partita, giocata il 3 settembre 2026, ha messo in luce alcuni aspetti critici che dovranno essere affrontati per affrontare le prossime sfide, soprattutto la semifinale. La Svezia, con un piano tattico ben definito, ha messo in difficoltà l’Italia, evidenziando una strategia che ha richiesto una risposta rapida e precisa.
La strategia svedese e la risposta italiana
Il dato più impressionante della partita è stato il numero di palloni alzati a Isabelle Haak, l’opposto svedese: 78 su 144 attacchi complessivi. Questo ha dimostrato come la Svezia abbia puntato su una sola giocatrice, sfruttando al massimo la sua potenza e capacità di trovare soluzioni anche in situazioni complicate. L’Italia, però, ha avuto difficoltà a trovare la chiave per contrastare questa strategia, soprattutto nei primi due set. La squadra ha dovuto adattarsi ai cambiamenti e alle situazioni di pressione, un aspetto che ha richiesto una reazione tempestiva.
Le criticità e le risposte
Myriam Sylla, schiacciatrice del Galatasaray, ha riconosciuto la difficoltà della squadra: “Ci sono partite in cui serve essere calmi e provarci, senza agitarsi quando le cose non vengono”. La sua frase ha espresso un’idea chiara: la vittoria non è stata facile, ma è arrivata grazie a una reazione tempestiva. L’Italia ha trovato la soluzione quando il pericolo dello 0-2 cominciava a diventare concreto. La contromossa è arrivata appena in tempo, evitando una rimonta che avrebbe potuto complicare il cammino verso Istanbul. La squadra ha dimostrato capacità di adattamento, ma anche di errori da correggere.
Un altro aspetto critico è stato la ricezione, dove la Svezia ha insistito con intelligenza. Antropova ha attraversato momenti complicati, mentre Sylla si è presa una quantità enorme di responsabilità nel fondamentale: 34 ricezioni su 87, con un 38% di positività. Fersino, invece, ha risposto bene con 26 palloni ricevuti e un 85% di positività. Ma il libero da solo non può bastare. A questo livello serve che l’intero sistema tenga, soprattutto quando dall’altra parte arrivano battute e attacchi capaci di mettere pressione per interi scambi.
Le prossime sfide e le lezioni da imparare
La squadra italiana dovrà affrontare la semifinale contro la vincente di Polonia – Olanda, e se le polacche dovessero presentarsi, dovrà essere pronta alla loro alternanza di opposti. Poi, eventualmente, potrebbe esserci la finale contro Turchia o Serbia. A Istanbul, il 5 settembre, si profila un’altra sfida importante, con avversarie che potrebbero mettere in difficoltà l’Italia. La Svezia ha lasciato una lezione chiara: la squadra deve migliorare la sua capacità di reazione e di adattamento. Nonostante la vittoria, l’Italia ha dimostrato che non sempre è domenica. La squadra è abituata a dominare, ma a volte nei tornei di tale importanza arrivano inevitabilmente serate come questa, nelle quali bisogna prima capire la partita e poi vincerla. Di tempo per correggere gli errori, comunque, ce n’è poco. La prossima sfida sarà decisiva, e la squadra dovrà dimostrare di aver imparato da questa partita.
