UE e Germania accusano Russia di terrorismo di Stato dopo attacco a Lipsia
L’Ue e la Germania accusano la Russia di terrorismo di Stato dopo l’attacco a Lipsia, con l’Italia sotto la lente per il visto turistico rilasciato a un sospetto sabotatore.

Il Consiglio UE Esteri, in sessione a Irlanda, ha espresso un sostegno netto alla Germania nell’attribuzione dell’attacco via droni all’aeroporto di Lipsia alla Russia, definendola «terrorismo di Stato». L’evento, avvenuto poco dopo l’incursione in Polonia, ha acceso un dibattito su come l’Europa debba rispondere con maggiore determinazione. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione UE, ha sottolineato l’importanza di «aumentare il passo e la produzione» in difesa, in collaborazione con la NATO, mentre il primo ministro olandese Mark Rutte ha sostenuto l’impegno di «miliardi extra» per la sicurezza. L’Italia, pur non essendo direttamente coinvolta, si trova al centro di un’indagine per il visto turistico rilasciato a un sospetto sabotatore bielorusso.
Un caso di visto turistico che ha scatenato l’attenzione UE
Un bielorusso con pregressi penali nei Paesi baltici è entrato nello spazio Schengen grazie a un visto turistico rilasciato dall’ambasciata italiana a Minsk questa primavera. L’uomo, il cui DNA è stato rinvenuto in seguito all’attacco, è stato identificato come uno dei due sospettati coinvolti nell’incursione. La Germania ha espresso preoccupazione per il fatto che un individuo con background militare possa entrare nell’Unione europea senza controlli adeguati. La ministra degli Esteri irlandese Kaja Kallas ha chiesto di «frenare quei visti» e di «prendere ulteriori azioni sul versante dei divieti di visto, anche riguardo agli ex combattenti».
La Russia accusata di terrorismo di Stato
La Germania, guidata da Friedrich Merz, ha definito l’attacco a Lipsia come un «ulteriore passo verso la definitiva distruzione del potenziale di relazioni bilaterali costruito da generazioni di politici e diplomatici russi e tedeschi». L’attacco, che ha colpito un’area strategica per l’Ucraina, è stato visto come un segnale di escalation. Kaja Kallas ha affermato che «gli attentati di Lipsia presentavano le caratteristiche tipiche del terrorismo di Stato», un termine che ha suscitato reazioni forti nel settore diplomatico e militare. L’UE sta già lavorando a una lista di 1600 individui e enti del complesso militare industriale russo a cui applicare ulteriori sanzioni.
La Germania, che mira a diventare «leader della sicurezza del continente», sta accelerando la riconversione industriale verso il riarmo, con un focus su droni autonomi e sistemi missilistici. Questo processo, che ha già visto la Marina tedesca testare un sistema israeliano, si svolge in un contesto di crescente tensione tra la Russia e la NATO. L’Ucraina, a sua volta, ha annunciato che «l’accordo sui droni è quasi chiuso», segnando un ulteriore passo nella collaborazione tra i due Paesi. La situazione, tuttavia, rimane complessa, con i piani di guerra in Medio Oriente e in Ucraina che si intrecciano in una corsa al riarmo ipertecnologico.
La stessa Italia, che ha innescato il caso Schengen su Ceuta, si trova ora sotto la lente dell’UE per il visto turistico rilasciato al sospetto sabotatore. L’Italia, pur non essendo direttamente coinvolta nell’attacco, dovrà rispondere alle pressioni per rafforzare i controlli sulle frontiere. La situazione, come ha sottolineato Kallas, richiede una «risposta unita», anche se i meccanismi per congelare gli asset russi restano bloccati. L’UE, nel frattempo, continua a cercare un equilibrio tra difesa e cooperazione, in un contesto di crescente tensione geopolitica.
La Germania ha definito l’attacco a Lipsia come un ulteriore passo verso la distruzione delle relazioni bilaterali con la Russia. L’UE, attraverso Kaja Kallas, ha espresso l’intenzione di applicare ulteriori sanzioni a 1600 individui e enti del complesso militare industriale russo. La stessa Italia, pur non essendo direttamente coinvolta, si trova al centro di un’indagine per il visto turistico rilasciato a un sospetto sabotatore.
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