Riscaldamento globale supera 1,5 gradi: l’allarme dell’ONU e le conseguenze climatiche

Il riscaldamento globale supera 1,5 gradi, l’allarme dell’Onu: eventi estremi e rischio per le calotte polari.

Un grafico mostra l’aumento della temperatura globale e le conseguenze del superamento del limite di 1,5 gradi
Un grafico mostra l’aumento della temperatura globale e le conseguenze del superamento del limite di 1,5 gradi

Il riscaldamento globale sta per superare il limite di 1,5 gradi Celsius, un traguardo stabilito dall’Accordo di Parigi, secondo un nuovo rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP). L’allarme è lanciato da un documento che sottolinea l’urgenza di limitare l’effetto e ridurre al minimo la durata dello sforamento. L’evento climatico rappresenta un momento di preoccupazione globale, con conseguenze potenzialmente devastanti per il Pianeta. L’incremento della temperatura, che ha già raggiunto circa 1,4 gradi dal 1850-1900, ha reso gli ultimi tre anni i più caldi mai registrati. L’ONU ha ribadito che il superamento del limite non è un motivo per arrendersi, ma un invito a rafforzare gli sforzi per mitigare i danni.

Conseguenze del superamento del limite climatico

Secondo lo studio, nell’ipotesi più ottimistica l’aumento della temperatura globale si attesterebbe a 1,8 gradi, mentre la maggior parte degli scenari prevede picchi ancora più elevati. Il documento sottolinea che il superamento del limite di 1,5 gradi potrebbe portare a eventi meteorologici estremi, come ondate di calore, uragani più intensi e siccità prolungate. Inoltre, il rischio di collasso delle calotte polari aumenta, con impatti significativi sul livello del mare e sull’ecosistema globale. La direttrice esecutiva dell’UNEP, Inger Andersen, ha affermato che “non ci saranno risultati positivi se rimarremo al di sopra di 1,5°C”.

Strategie per mitigare l’effetto del riscaldamento

Il rapporto propone un percorso caratterizzato da “superamento, picco e successiva riduzione” come la migliore opzione per minimizzare l’entità e la durata dello sforamento. Gli interventi per mitigare il cambiamento climatico includono tagli immediati e costanti alle emissioni di gas serra, la rimozione dell’anidride carbonica dall’atmosfera e lo stoccaggio tramite rimboschimento. L’UNEP ha associato queste azioni a strategie di adattamento, finalizzate a ridurre la vulnerabilità delle comunità e delle economie.

La sfida si è spostata dall’evitare il superamento alla sua gestione, come ha sottolineato Richard Betts dell’Università di Exeter, coautore del rapporto. “È un bagno di realtà. Dobbiamo convivere con questo mondo più caldo… ma c’è ancora molto che possiamo fare per limitare il riscaldamento globale”, ha affermato Betts. L’obiettivo di 1,5°C rimane quello, ma ora dobbiamo affrontarlo in modo diverso: dall’alto, come ha dichiarato alla stampa.

“Questo è un momento doloroso, ma il superamento dell’obiettivo non è un motivo per arrendersi e rinunciare all’obiettivo di 1,5°C”, ha dichiarato Jasper Inventor, vicedirettore del programma di Greenpeace International. Bill Hare, climatologo e responsabile dell’istituto di analisi climatica Climate Analytics, ha criticato duramente il rapporto, affermando che rischia di diventare “un invito all’apatia piuttosto che un appello all’azione”. Il documento individua in un percorso caratterizzato da “superamento, picco e successiva riduzione” la migliore opzione ormai rimasta per minimizzare l’entità e la durata dello sforamento della soglia critica, con l’obiettivo di tornare al di sotto degli 1,5°C il prima possibile. L’ONU ha ribadito che il superamento del limite non è un motivo per arrendersi, ma un invito a rafforzare gli sforzi per mitigare i danni.