Russia e Cina si rafforzano: Xi sgrida Putin per la guerra in Ucraina
Russia e Cina si rafforzano: Xi sgrida Putin per la guerra in Ucraina

La guerra in Ucraina continua a essere al centro dell’attenzione internazionale, con nuove ondate di attacchi da parte della Russia su Kiev. Ieri, per il quinto giorno consecutivo, la Russia ha lanciato centinaia di droni, tra cui varianti a reazione più veloci, che stanno mettendo a dura prova le difese aeree ucraine, secondo il Kyiv Post. L’escalation si fa sentire anche a livello diplomatico, con un incontro tra i leader russo e cinese, Xi Jinping e Vladimir Putin, durante il summit dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), in Kirghizistan. Nonostante la guerra in Ucraina rimanga un tema di discussione, i due leader hanno sottolineato la convergenza dei loro approcci su questioni internazionali.
Convergenza strategica e cooperazione
«Per quanto riguarda le attuali questioni di politica estera, i nostri approcci di fondo sono simili e coincidono perfettamente», ha dichiarato Putin, rafforzando il legame strategico tra Russia e Cina. La cooperazione politica, economica e commerciale è stata un tema centrale, con un focus su progetti come il gasdotto Power of Siberia 2, che collega la Russia alla Cina attraverso la Mongolia, e l’estensione del regime di esenzione dal visto tra i due paesi. La guerra in Ucraina, pur rimasta sullo sfondo, ha comunque influenzato le relazioni tra i due paesi.
La questione ucraina, pur rimasta sullo sfondo, è stata affrontata di passaggio. Il portavoce russo, Peskov, ha precisato che il conflitto è ancora in corso, con conseguenze che si fanno sentire anche a livello internazionale. L’indiano Narendra Modi, presente al summit, ha espresso preoccupazione: «Ogni giorno di guerra fa fare un passo indietro all’umanità, dobbiamo lavorare ogni giorno per mettere fine alle ostilità». La guerra, inoltre, si fa sentire anche in Europa, con il Servizio di intelligence estera russa, l’Svr, che segnala una strategia europea per destabilizzare le elezioni alla Duma, previste per la metà di settembre.
Escalation e pressione sul fronte
La volontà di escalation da parte della Russia è confermata dai numeri: a luglio, Mosca ha quintuplicato rispetto a giugno il numero di droni a reazione, secondo i dati dell’Aeronautica ucraina. La guerra, che ha ormai superato i 1.700 giorni, continua a mettere a dura prova le difese ucraine, con la capitale Kiev che vive un’altra ondata di attacchi, costringendo i cittadini a rifugiarsi nei bunker. La situazione sembra non spaventare i leader russi, che si mostrano convinti di una strategia di escalation per uscire dall’inerzia della situazione.
Secondo una fonte interna del cerchio di Putin, lo zar avrebbe confidato a collaboratori stretti: «Mi impiccheranno» in caso di sconfitta. La pressione sul fronte del Donbass, dove la Russia cerca di conquistare almeno una zona strategica, si fa sentire sempre più forte. Mentre la guerra continua, la diplomazia tra Russia e Cina si rafforza, con un legame che sembra destinato a durare nel tempo.
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