Giallo di Riposto: la famiglia di Tony Proietto racconta “lui la aiutava, lei abbandonata dai suoi”
Indagato per omicidio, Tony Proietto è accusato di aver trovato Noemi Impellizzeri impiccata. La famiglia lo difende, sostenendo un rapporto di amicizia.

La morte di Noemi Impellizzeri, trovata impiccata in una casa in fiamme a Riposto, ha scatenato un giallo che coinvolge Tony Proietto, un uomo di Giarre iscritto nel registro degli indagati per omicidio. La famiglia di Proietto, in particolare la madre, ha espresso la sua difesa, sostenendo che il figlio non è capace di un gesto del genere e che la ragazza era abbandonata dalla sua famiglia. La madre ha affermato che Tony, pur avendo dei figli, la aiutava e le portava il pranzo, mentre la famiglia di Noemi l’aveva lasciata sola.
Relazione di amicizia e presunta abbandono
Secondo la madre di Tony Proietto, il rapporto tra lui e Noemi Impellizzeri era limitato a un’amicizia, senza alcuna relazione clandestina. L’uomo, sposato e padre di due figli, vive in Olanda con la sua famiglia. La donna ha riferito che Tony, pur avendo una vita familiare, si preoccupava per la situazione di Noemi, che aveva subìto un abbandono da parte della sua famiglia. La sorella di Proietto ha aggiunto che i figli dell’indagato avevano chiesto a lui di non frequentare la ragazza, ma lui non ha mai interrotto il contatto.
La famiglia di Noemi non crede alla versione fornita da Proietto.
Tony Proietto ha raccontato che l’ultimo contatto con Noemi sarebbe avvenuto alle 4:30 del mattino di venerdì 21 agosto, quando la ragazza gli avrebbe mostrato una corda e manifestato la volontà di toggersi la vita in una videochiamata. L’uomo, però, ha affermato di non aver dato peso a quelle parole, non essendo la prima volta che Noemi minacciava il suicidio. Intorno alle 2 di domenica 23 agosto, Proietto si sarebbe preoccupato perché da più di 24 ore non aveva notizie di Noemi. Dopo essere entrato in casa, avrebbe trovato la ragazza impiccata, ma non avrebbe visto tracce di fumo né segni di incendio.
Indagini e contesto del caso
Alle 4:30, una vicina ha dato l’allarme dopo aver notato del fumo provenire dall’abitazione. I carabinieri hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza per ricostruire i momenti precedenti e successivi alla morte di Noemi. La famiglia di Noemi non crede alla versione fornita da Proietto, sostenendo che il ritrovamento del corpo alle 2 del mattino di domenica 23 agosto e l’assenza di un incendio al principio siano incoerenti con i fatti.
La Procura di Catania ha coordinato le indagini per chiarire le dinamiche della tragedia.
La madre di Tony Proietto ha sottolineato che il figlio è stato “messo in mezzo”, condividendo le verità che lui stesso ha riferito in televisione, dove ha espresso di sentirsi “incastrato”. La famiglia di Noemi, invece, non ha creduto alla versione dell’indagato, che ha affermato di aver trovato la ragazza impiccata senza segni di incendio. La situazione resta in sospeso, con le autorità che cercano di ricostruire i fatti per arrivare a una verità.
